Carissimi Amici del Gruppone Missionario Pace e Bene!

La lettera che abbiamo ricevuto da voi ci ha toccato il cuore e abbiamo sentito la vostra vicinanza in questo momento difficile che viviamo; ma soprattutto abbiamo sentito la vostra amicizia e il vostro affetto tanto importante quando sperimentiamo la fragilità della nostra capacità umana davanti ad un nemico invisibile, tanto potente e violento che sta distruggendo tante vite umane.

Per questo ringraziamo dal profondo del nostro cuore questo gesto che, come avete detto voi, rafforza più che una relazione istituzionale una fraterna amicizia, perché mangiamo alla mensa dello stesso ideale di solidarietà e di impegno di vita con i più esclusi in questo mondo, i più poveri, e tra di loro i bambini e giovani che sono i più colpiti assieme agli anziani.

Abbiamo accompagnato con attenzione tutto quello che è successo in Italia con questa epidemia, specialmente nei mesi di marzo e aprile, quando migliaia di italiani hanno perso la loro vita, famiglie intere distrutte, professionisti del sistema sanitario che si sono sacrificati per salvare altre vite. In mezzo al caos sanitario che questo virus ha creato, abbiamo sentito e visto attraverso i mezzi di comunicazione la capacità di superare le difficoltà, anche dentro all´isolamento domestico, con gesti di mutuo aiuto, di comunicare speranza e certezza del superamento per alzare gli animi di molti. Che bello è stato vedere persone dalle finestre e balconi animandosi a vicenda: “tutto andrà bene!”

Nella Associazione Amar stiamo tutti bene, Lucia, moglie di Sebastião si è ammalata ed è risultata positiva al Covid-19, ha compiuto il tempo di isolamento in casa ma adesso sta bene.

Vogliamo condividere la nostra realtà drammatica che stiamo vivendo in questo momento in cui il nostro sistema di salute pubblica non riesce più a rispondere alla domanda di infettati che manifestano forme gravi della malattia. Oltre a questo c’è l’incapacità del Governo Federale che non riesce ad avere unità di azione con i governi degli stati e dei comuni, unita ad una crisi politica davanti all’epidemia che si diffonde in modo violento per tutte le regioni del nostro immenso Brasile. Evidenziamo gli stati del nord e nordest del Brasile e la regione amazzonica dove migliaia di persone muoiono alla porta degli ospedali e nelle case senza assistenza. Varie regioni della foresta amazzonica, popoli indigeni, stanno soffrendo per le invasioni delle loro terre per gruppi di garimpeiros (cercatori di oro) che si sentono incentivati dalla politica dell’attuale presidente della repubblica. Qui, nello stato di Rio de Janeiro con 92 comuni, nelle città dell’interno l’epidemia è più controllata per il minor numero di abitanti, ma nella Grande Rio, Capitale e periferia, il Covid-19 sta facendo migliaia di vittime per via delle favelas e regioni molto povere; con lo stato di Emergenza e di Calamità pubblica, in tutto lo stato sono stati tolti gli autobus che collegano i comuni e sono state proibite le agglomerazioni: ma, in queste regioni, questo avviene solamente sulla carta perché la popolazione ha delle necessità di base. Infatti, le persone stanno cominciando a soffrire la fame perché è stato chiuso tutto il lavoro informale di strada che era l’attività che generava il sostegno di base.

Il Governo Federale sta liberando un aiuto di emergenza di 600 reais (circa 120 euro) per tre mesi per tutti i responsabili di famiglia che sono senza reddito per evitare il saccheggio dei supermercati. Sono migliaia le persone che si stanno agglomerando alle porte delle banche per poter ritirare il denaro.

Situazione dell’Associazione Amar

 A metà del mese di marzo quando il governatore ha sospeso le attività scolastiche e dichiarato lo stato di emergenza con la proibizione di tutte le attività, eventi sportivi, chiusura del turismo, e attività con agglomerazione di persone abbiamo chiuso immediatamente le attività nella Casa Dom Helder con gli 80 ragazzi e la Casa São Mathias com altri 80 ragazzi. Abbiamo chiuso il Centro Socio educativo dove a fine marzo dovevano cominciare dei corsi professionalizzanti, e abbiamo cominciato a fare il lavoro amministrativo in casa.

Ragazzi, adolescenti e giovani dei nostri progetti sono tutti a casa nelle favelas e le loro famiglie stanno cominciando ad avere mancanza di risorse a causa della mancanza di lavoro. Abbiamo così iniziato una campagna per raccogliere aiuti per donare “cestas basicas” con generi alimentari e materiale di pulizie, siamo riusciti a distribuire 550 cestas basicas e stiamo continuando questo aiuto di accompagnamento alle famiglie più povere finche ci sarà possibile.

Come è stato commovente vedere i ragazzi che sono venuti a prendere gli alimentari sia a Grajaú, sia a Duque de Caxias e che volevano abbracciarci senza poterlo fare, tutti con le maschere, chiedendo quando sarebbero potuti tornare.

Casa di Accoglienza

Il nostro grande dramma è la Casa di Accoglienza dove vivono 20 ragazzi sotto la nostra responsabilità. Vivono nella casa, in regime di quarantena, senza attività esterne e con gli educatori e funzionari che continuano il lavoro pedagogico e sociale a tempo integrale. All’inizio dell’epidemia a carattere di emergenza, ogni educatore ha portato a casa sua un ragazzo perché all’inizio eravamo molto spaventati. La casa di accoglienza è tornata a funzionare il 10 di aprile un po’ alla volta.

Non è facile gestire la casa senza attività esterne e con le scuole chiuse a tempo indeterminato. L’equipe cerca di essere creativa nelle attività interne alternando studio, riflessione, giochi, dinamiche, film e manutenzione dell’igiene della casa e personale.

Alcuni parenti di questi ragazzi vengono fino alla porta della casa di accoglienza a chiedere aiuto e vogliono vedere i loro ragazzi ma non possono avvicinarsi.

La mamma di uno dei ragazzi che ha delle difficoltà di apprendimento è venuta questa settimana perché era il suo compleanno, ma l’ha visto da lontano e gli educatori non hanno permesso che si abbracciassero. Il ragazzo ha chiesto: “Zio quando questo virus andrà via?” Abbiamo dato una cesta basica a questa mamma che ha altri due figli in casa che aspettavano alimenti.

Per evitare i rischi del contagio nella casa di accoglienza il turno di lavoro degli educatori è passato alle 24×72 ore riducendo così i viaggi di andata e ritorno, usando maschere con cambio di vestiti per tutti i funzionari.

Difficoltà che si stanno vivendo

L´Associazione Amar sta passando una grande difficoltà finanziaria a causa della crisi e della diminuzione di donazioni che si stanno ricevendo.

Negli ultimi due anni (2018 e 2019) abbiamo avuto il finanziamento della Petrobras che sosteneva le attività del Centro Socio Educativo, con l’abbordaggio ai ragazzi di strada, i corsi professionalizzati e la Casa di Accoglienza. Continua invece il sostegno della KIYO, una organizzazione del Belgio.

Il sostegno della Petrobras si è chiuso nel dicembre 2019, e con la crisi del petrolio e il cambiamento della gestione dell’impresa non ci hanno rinnovato il sostegno e questo ci ha lasciato senza un grande appoggio.

L’Associazione Amar aveva nel 2019 anche un progetto sostenuto da Criança Esperança e anche un sostegno del Ministero del Lavoro che finanziavano parte della casa di accoglienza e il progetto di doposcuola con i ragazzi delle comunità. Tutto si è concluso nel 2019.

Davanti a questa Pandemia, la direzione dell’Associazione Amar ha dovuto prendere decisioni radicali per proteggere i ragazzi accompagnati e anche i dipendenti educatori e tecnici.

1) L´abbordaggio di strada, il funzionamento delle case (Dom Helder no Grajaú e São Mathias a Duque de Caxias ) con la presenza dei ragazzi e i corsi professionali del Centro Socio Educativo di São Cristovão sono stati sospesi a tempo indeterminato a causa dei decreti del governo.

Anche il servizio di visita al DEGASE dove sono rinchiusi i minori che hanno commesso dei crimini è sospeso e anche le famiglie non possono fare visite. Continua però il monitoramento per quanto riguarda la vigilanza e difesa dei diritti umani.

2) Con i ragazzi in casa è stato deciso di mantenere il contatto con le famiglie e distribuzione di “Cestas Basicas” e materiale di igiene perché i responsabili hanno perso la fonte di reddito e i ragazzi non hanno più il pranzo che ricevevano quando erano a scuola

3) La Coordinazione di Amar continua il lavoro amministrativo, mantenendo il servizio di contabiltà e amministrazione, in dialogo con la società civile procurando risorse per il suo funzionamento.

4) La Casa di Accoglienza non può chiudere e sta facendo tutto lo sforzo per evitare che i ragazzi e gli educatori siano colpiti dalla pandemia. A causa della mancanza di fondi stiamo facendo una campagna specifica per sostenere la casa e le sue attività, e una campagna internazionale per raccogliere fondi per Amar.

Carissimi amici del Gruppone, come potete capire la situazione non è per niente facile, specialmente nel riuscire a sostenere le spese di gestione e anche pagare il salario nei prossimi mesi degli educatori e tecnici. Ma noi amiamo profondamente questo lavoro sociale che portiamo avanti e senza il vostro aiuto che ci ha accompagnato in tutti questi anni e dell’amicizia che ci unisce non saremmo stati capaci di realizzarlo fino ad oggi. Dio ci sta mettendo alla prova con tutto quello che sta succedendo, non perché ci vuole far male, perché Lui è solo Provvidenza, Amore e Bontà, ma nella nostra condizione umana, siamo messi alla prova per rafforzarci nel nostro proposito di essere suoi compagni nella costruzione di un mondo migliore, più fraterno e giusto.

Qualcuno ha detto: “L’uomo propone e Dio dispone”. In questo anno non potremo realizzare tutti i nostri progetti di volontariato di intercambio con i campi di lavoro come era previsto, ma nuove alternative nasceranno conformi all’evoluzione degli avvenimenti. Per tutto Dio sia lodato.

Portiamo tutti voi nel nostro cuore e affrontiamo insieme queste avversità con la certezza del superamento e della vittoria.

Con molto affetto e dolcezza inviamo il nostro fraterno abbraccio a tutti voi.

Suor Adma, Roberto, Sebastião, Mario e tutti di Amar

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