ciao amici!

….eccoci qui. Ormai sono due settimane che siamo partite e abbiamo pensato che era ora di farci sentire (avremmo voluto farci vive prima ma internet funziona malissimo), per rendervi partecipi di come e´iniziata la nostra avventura.

VIAGGIO: e´stato davvero intenso. Gia´dall´inizio abbiamo avuto la sensazione che sarebbe stato piu´ lungo del previsto, perche´ a venezia l´aereo si e´presentato con ben 40 minuti di ritardo ed eravamo terrorizzate all´idea di perdere la coincidenza a lisbona, visto che i tempi del cambio erano gia´abbastanza stretti. Ma tutto si e´risolto per il meglio: abbiamo avuto la possibilita´ di sfoderare le nostre abilita´atletiche di velociste!
Abbiamo comiciato a sentirci veramente straniere una volta arrivate all´ areoporto di Teresina: ci sentivamo tutti gli sguardipuntati addosso, alcuni incuriositi, altri piú´ diffidenti, e ci siamo rese conto di quantoi la nostra diversita´fosse evidente: dal colore della pelle, degli occhi, dei capelli… al nostro abbigliamento: loro tutti vestiti da mare (canottiere, shorts, infradito…), noi con felpa, sciarpa, jeans, scarpe da ginnastica, e la copertina di pile dell´aereo legata allo zaino della Quecha, come se stessimo andando in montagna!
L` autobus e´ stato un altro grande passo verso la nuova realta´ che stavamo per incontrare. Le prime due ore non ci siamo quasi mai parlate, entrambe cosi´ prese nel fissare il finestrino e il paesaggio nuovo che questo ci mostrava, come se volessimo catturare ogni dettaglio possibile: la natura cosi verde, selvaggia e imponente, le case cosi essenziali, tutte le persone sedute ai bordi delle strade come se fossero in attesa di qualcosa, e bambini…bambini ovunque!

ACCOGLIENZA: e´ stata talmente ricca e ci ha coinvolte talmente tanto che qualsiasi descrizione, per quanto accurata, non potrebbe mai rendere; per tanto preferiamo trasmettervela attraverso alcune semplici parole….
Sorrisi e abbracci: calorosi, autentici, da tutti e ad ogni incontro…e´ stato il primo contatto fisico che abbiamo avuto con la gente.
fiori e stelle: i bambini, gia´ dal primo giorno, ci riempono di fiori perche´ ¨ nos somos como as flores do jardim deles¨ e, come dice il motto del progetto Vida Feliz, ¨somos estrelas que brilham¨.
Dono: gli incontri con persone cosi meravigliose, l´ amore incondizionato e gratuito che stiamo ricevendo, il semplice fatto di essere qui e di poter vivere questa esperienza sono tutte cose che ci sono state donate senza che noi le meritassimo. Pensiamo che ogni dono non puo´ essere tale se non puo´ essere a sua volta donato: questo stimola anche noi a donarci ogni gionro senza riserve, nonostante la fatica, il caldo, la lingua diversa e tutte le difficolta´ che potremo incontrare.
Gruppone: sappiamo che questa accoglienza non ci e´ stata riservata soltanto in quanto cristina e margherita, ma soprattutto perche´ qui rappresentiamo il Gruppone e il profondo legame di amicizia che lo lega al progetto Vida Feliz.
Ci siamo molto interrogate su quanto il Gruppone riesca a essere altrettanto accogliente verso le persone dei vari progetti che vengono in Italia, attento a seguirle nelle loro esigenze e a valorizzare la loro presenza.

QUOTIDIANITA´: e´ stato concordato che saremo ospitate un mese e mezzo nella casa di dona Francisca e Jose´ , il restante periodo nella casa di Valdalice con suo marito e i suoi due figli.
In questa prima famiglia siamo come loro ¨filhas adoctivas¨ : dona Francisca e´ molto premurosa con noi, come una vera e propria ¨ mai brasileira¨ e un po´ alla volta stiamo conoscendo tutta la loro numerosa famiglia: figli, nipoti (particolarmente quelli che abitano qui a fianco), fratelli, cugini, bisnipoti, cognate, nuore, suoceri dei figli, bisbisnipoti….!
Anche le famiglie qui vicine ci stanno invitando nelle loro case per conoscerci un po´…

PROGETTO VIDA FELIZ: in un primo momento la difficolta´ piu´ grande e´ stata quella di inserirci nel progetto come educatrici: per i bambini noi eravamo soltanto ¨ as meninas italianas¨ con le quali giocare, fare foto e da cui ricevere carezze e abbracci.Ma grazie all´ aiuto e al sostegno della stupenda equipe degli educatori, da subito comprensivi e sinceri nei nostri confronti, ora stiamo cercando di abbandonare questo ruolo: abbiamo capito quanto sia necessario dire dei NO, perche´ ci sono alcune regole importanti da far rispettare: ¨ se e´ sim seja sim, se e´ não seja não¨.

Molti aspetti di questa realta´ ci lasciano perplesse e ci provocano, ma per ora ci limitiamo ad osservare. Vogliamo entrare in punta di piedi in un contesto che non e´ il nostro, senza rischiare di arrivare a conclusioni affrettate che potrebbero essere errate.

noi stiamo bene, ci stiamo ¨costumando¨ alla vita brasileira: a pranzare alle 11.30 e cenare alle 18.30 con gli immancabili arroz, cous cous e fejão, a farci tre doccie al giorno per sopravvivere ai 35 gradi quotidiani, al dormire con la pioggia che entra dal tetto malmesso, a svegliarci e addormentarci con la musica proveniente dalla strada, ai bambini che ci corrono incontro quando passeggiamo, a convivere con animaletti di qualsiasi tipo (insetti, ragni, rane, lucertole, farfalle giganti…), ad aspettare con ansia l´ora delle novelas, a stare un ´ ora a fissare lo schermo del computer in attesa che internet funzioni, all´ eccessiva quantita´ di zucchero presente in ogni comida…

ogni giorno vi pensiamo e ci chiediamo come stia andando l´ organizzazione dei campi estivi.

Vi mandiamo un grande abbraccio.
Criss e Marghe

p.s.: Francesca Vanin, guarda che i cachorros ci sono ancora: tanti, brutti che mai e …..OVUNQUEEEEE!!!!