Cari amici,

la settimana scorsa sono tornato da Muisne passando per Pedernales e Chamanga. Ormai per me le macerie sono lo sfondo constante e la più efficace provocazione per questo piccolo parziale impegno che ci siamo presi con i contadini e cioè di offrire la possibilità per 40 famiglie colpite dal terremoto di iniziare di nuovo la vita. Non è molto quello che stiamo facendo con i contadini,  però è il nostro contributo. Tutto quello che possiamo fare!

Nella riunione che abbiamo tenuto nella finca abbiamo raccolto 32 richieste da parte di altrettante famiglie e abbiamo deciso di prolungare per altri 15 giorni la scadenza per presentare eventuali altre domande.

Il passo più importante si è fatto quando abbiamo eletto la commissione che dovrà verificare la verità di quanto affermato in cartella. La commissione è formata da cinque persone tra i quali ci sono io, una donna, e tre ex dirigenti dell’organizzazione contadina Ocame. Il lavoro della commissione sarà delicato ed importante perchè dovremmo visitare ciascuna di queste famiglie nel luogo dove attualmente vivono e poi decidere se ci sono le condizioni per la donazione del terreno e aiutare con materiali la costruzione della casa.

In questa settimana mi sono arrivate le prime collaborazioni in denaro da parte vostra, ho pensato di aprire un conto che ha per titolari il Padre Graziano e il sottoscritto per accorpare le donazioni che vengono dall’Italia con quelle che vengono dalla parrocchia di qui. A me pare che sia una buona idea mettere insieme quello che voi offrite con quello che possiamo offrire noi e che continuamo a raccogliere. La proporzione dal punto di vista della quantità è tutta a favore vostro, ma questa valutazione matematica non vale ne agli occhi di Dio, ne per quegl’occhi che sanno vedere le cose a partire dal cuore. Insieme, voi e noi, ci ripromettiamo di fare qualche cosa. Speriamo che ce la caviamo! Penso di potervi mandare entro pochi giorni un progetto con dei numeri. In Italia evidentemente del terremoto in Ecuador non se ne parla più, con le lettere che vi mando cerco di tener aperta una finestra perchè almeno gli amici si tengano informati.

Vi scrivo il giorno dopo che in Colombia sono stati sottoscritti gli accordi di pace tra il governo e i guerriglieri delle FARC, dopo 52 anni di lotta abbiamo gioito! Ho ascoltato in diretta per radio i discorsi fatti in occasione della firma perchè mi trovavo in macchina sulla strada del ritorno da Muisne. Mi è piaciuto molto il discorso del comandante delle FARC : “questo è l’ultimo giorno di lotta armata!” Ora si apre il terreno per un forte confronto politico.

Nello stesso giorno voi in Europa avete assistito all’addio dell’Inghilterra alla Comunità Europea.

Forse, ne noi abbiamo pianto con voi; ne voi gioito con noi.

Ho la convinzione che sia voi che noi viviamo in mondi separati e questo non è un bel segno per la comunità umana in via di planeterizzazione.

Forse dovremmo alzare un po’ gli occhi dai cortili di casa nostra e guardare “il mondo”, captare i profondi movimenti sismici in atto nell’umanità do oggi.

Pulire il proprio cortile è cosa utile e sacrosanta, ma se è in atto uno tsunami è davvero stolto continuare ad armeggiare con la scopa. Questo è quello che mi hanno fatto pensare le ultime elezioni in Italia. A voi e a noi il compito di guardare avanti verso orizzonti più grandi.

Confido nella vostra attenzione e nella vostra preghiera.

Don Giuliano