Ciao cari amici,

ormai sono passati 5 mesi dal nostro arrivo in Ecuador e volevamo fare un piccolo resoconto di questi mesi.L’idea è quella di darvi la possibilità di capire meglio il nostro fare qui e come è la vita andina tra le sue difficoltà e gioie di tutti i giorni.

Non sarà pertanto una lettera per grandi riflessioni ma solo per regalarvi la nostra quotidianità.

Siamo arrivati a Salinas attorno al 20 di settembre. I primi giorni li abbiamo passati ospiti nella casa  del padre. Dopo qualche giorno la vita familiare all’interno di questa casa era impossibile…. Non ci sono gli spazi necessari per la vita di una famiglia. Per chi non la conoscesse la canonica di Padre Antonio funziona un po’ come la casa orsi per quanto riguarda la frequenza di persone che entrano ed escano dalla porta. La casa è strutturata da una cucina e il resto sono camere da letto.

Dopo 4 notti in cui Tommaso non aveva un letto per dormire, il freddo che entrava dalle finestre ci obbliga a dormire con il capello di lana e la mancanza di uno spazio dove far giocare Tommaso ci ha fatto accogliere l’idea di trasferirci in una casa ( di fronte quella di padre Antonio) che una nostra amica ci offriva finchè ne avevamo bisogno (Maria Vargas). Ecco il primo segno della bellezza della casa orsi….. Maria era stata qualche anno fa in Italia per circa un anno ed era stata ospitata in Casa orsi. Appena arrivati a Salinas Maria ci aveva avvertito di questa sua disponibilità per scambiare il favore ricevuto da noi in Italia.

E così per circa 3 mesi siamo andati ad abitare su questa casetta vicino alla piazza del paese.

Le nostre giornate fin dall’inizio sono state ricche di incontri e racconti di ogni tipo. La Fondazione Familia Salesina, che è l’organizzazione che ci ospita assieme al gruppo Sumate (gruppo di giovani simile al Gruppone) prima di partire ci avevano detto che la casa dove avevano pensato di mandarci ad abitare era pronta per il nostro arrivo.

Primo inconveniente dell’accoglienza andina…..la casa destinataci era affittata ad un gruppo di ragazzi che stava lavorando per la costruzione della nuova scuola media e superiore, pertanto non era poi così pronta.

Circa a metà ottobre i ragazzi che l’abitavano hanno finito il loro lavoro e hanno lasciato la casa libera. Il giorno dopo io e erica ci siamo fatti dare le chiavi per vedere la famosa casa.

Un po’ l’avevamo messo in preventivo un po’ siamo rimasti sorpresi nel vedere le condizioni di questa struttura.

A parte lo sporco e l’indecenza di come i ragazzi avevano ridato la casa alla fondazione c’era qualche  problema più serio che una minga di pulizia non avrebbe risolto.

L’impianto elettrico aveva qualche problema…si accendeva una lampadina e si spegneva quella accesa prima e una parte della casa era priva di elettricità.

Le finestre a tetto ricche di buchi…un bel modo per poter raccogliere l’acqua piovana.

I muri …a causa di anni di infiltrazioni avevano assunto una tinta naturale color muffa.

Le terrazze potevano essere utili come piscina o meglio come stagno visto che la pendenza del piano era stata fatta al contrario rispetto ai scarichi.

Ma per finire….l’entrata della casa….nei giorni di pioggia (qui da novembre a maggio dovrebbe piovere tutti i giorni) a prima vista poteva sembrare un torrente in piena.

La casa si trova ai piedi di Salinas…vicino alla mina di sale…la sua posizione oltre che a offrire il miglior panorama di tutto il paese permette anche a tutta l’acqua (ricca di materiale organico e di rifiuti) del paese di arrivare e scendere le scale verso la porta di entrata della casa.

Viste le condizioni della casa e le proposte fatte da alcuni giovani e dalla fondazione familia salesiana, il padre e il direttore della fondazione ci hanno consigliato di scrivere un progetto per poter iniziare il nostro lavoro a Salinas.

Per chi non conoscesse molto bene questo piccolo paese dovete sapere che Salinas oltre alla produzione in economia solidale è ricca di volontari di diversi tipi ong, tirocinanti, esperienze personali ecc….

Questa presenza e quella di padre Antonio ha sempre permesso a Salinas di vivere di progetti finanziati dall’estero e dal governo ecuadoriano.

Per questo ci hanno chiesto di scrivere un progetto per poter riuscire a finanziare il lavoro con i giovani e con le donne delle diverse comunità. (a qualcuno l’ho già spedito ma in allegato lo trovate di nuovo).

Bene e così il nostro lavoro è iniziato. Durante la stesura del progetto hanno partecipato alcuni giovani di Salinas che hanno messo le idee e il nostro compito è stato quello di scriverlo nero su bianco. Piccolo intoppo durante la scrittura del progetto….

ogni mattina Padre Antonio bussava alla nostra porta e ci chiedeva :

“Possiamo inserire anche questa attività nel progetto che state scrivendo?Si dai….è importante”.

Quindi riuscire a dare una linearità a tutte le idee non è stata una impresa facile.

In ogni caso….scritto e spedito a più fondazioni italiane.

Dopo una ventina di giorni che eravamo qui a Salinas un pomeriggio ci bussano la porta…..

la tv ecuadoriana che ci vuole intervistare….

Padre Antonio e un po’ di amici di Salinas con cui quotidianamente ci si confrontava rispetto al nostro lavoro così entusiasti delle idee e della nuova frontiera che Salinas poteva vivere,  durante una intervista per la tv ecuadoriana sulla gestione di Economia Solidale hanno pensato bene di dire che i volontari del Gruppone Missionario avevano una super novità per il futuro del paese.

Ed ecco…..intervista e usciti in tv……

Questo è limk dell’intervista per chi la volesse vedere (noi siamo circa al 15esimo minuto).

 

Finito il progetto la Fondazione sicura di riposte positive di finanziamento ci ha consigliato di iniziare i lavori anticipando un po’ di soldi per i lavori iniziali (abbiamo usato i soldi che ci avevate dato per partire).

E così siamo saliti in giostra….

abbiamo iniziato i lavori legati alla bio costruzione per rendere vivibile la casa del giovane (la casa che la fondazione ci ha dato a disposizione è enorme….3 piani….1 piano – casa abitabili con il fine di creare una casa del giovane, 2 piano- spazio per laboratori di ceramica, vetro, cucito ecc, 3 piano piccolo appartamento) (Piani al contrario ovviamente, il terzo si trova praticamente sotto terra )

 

Come avete visto dalle precedente email abbiamo avviato un laboratori di pareti di terra di cruda recuperando un giovane di Salinas un po’ ai margini perchè considerato un po’ troppo alternativo, chiedendogli di tenere lui il corso di terra ( abbiamo scoperto che sta studiando all’università questi temi andini e ancestrali).

Dopo il laboratorio, che ha avuto un grandissimo successo…circa 40 persone per 2 week end di lavoro, il ragazzo è tornato  a parlare con il padre e ha acquisito dal resto dei suoi compaesani rispetto e ammirazione visto la sua grande capacità di tecnico-maestro e per l’opera fatta.

Un laboratorio di stufe stile trentino visto che il tecnico che abbiamo recuperato è un italiano da trento sposato con una Salinerita.

I laboratori hanno sembre lo scopo di attivare i giovani del posto offrendogli opportunità di imparare possibili nuovi lavori e soprattutto facendogli sentire la nostra casa anche loro partecipando alla suo restauro.

In contemporanea sono iniziati i lavori sul terreno che la fondazione vuole trasformare in fattoria organica e il lavoro con le donne delle diverse comunità dove Erica almeno una volta a settimana le visita cercando di creare gruppi di donne consapevoli e motivandole a scoprire lavori nuovi (oltre ai soliti cestini di paglia) e rivalorizzando il ruolo della donna in una società maschilista.

Tra una attività e l’altra Salinas (e padre antonio) ci offre sempre qualche nuova frontiera…come ad esempio l’organizzazione della riunione di tutti gli animatori pastorali delle comunità una volta al mese, l’aiuto nella gestione di una fattoria in una comunità nel sub tropico (chazoquan) , recupero, conoscenza e diffusione delle piante native….ecc….

 

Dopo qualche mese ci arriva la notizia che dobbiamo lasciare libera la casa di Maria visto che sua sorella ritorna dall’italia per vivere qui a Salinas (Gabriela….nostra comare di matrimonio….molti di voi la conosce).

Quindi compare un nuovo problema da affrontare…..trovare una casa.

A questo punto scopriamo il piano terra  della casa del giovane e capiamo che bisogna tirarsi su le maniche per poter rendere vivibile l’appartamento del piano terra .

Con qualche difficoltà iniziale ma con l’aiuto dei giovani che avevano partecipato ai vari laboratori in due settimane di lavoro siamo riusciti ad entrare nella nuova casa.

La prima volta che abbiamo aperto la porta di questo “appartamento” abbiamo pensato….uff…..quante cose da fare.

I muri erano pieni di muffa….mancava la luce….mancava il collegamento per l’acqua….non c’erano mobili, gas, frigo, scaldabagno ecc.

Bene giorno dopo giorno siamo riusciti a risolvere tutto questo con la lentenza del ritmo andino.

Vi dico solo che poter aver l’acqua ci ho messo 1 settimana abbondante perchè il lavoro di collegamento lo hanno fatto in 3 persone in momenti diversi perchè qui ognuno ha il suo compito.Chi collega il medidor, chi mette i tubi, chi collega lo scaldabagno, ecc.

 

In ogni caso….dopo 2 settimane di lavoro siamo entrati.

La prima sera volevamo scappare…..

la stufa che siamo riusciti a recuperare scaldava molto bene la casa ma con l’unico inconveniente che la maggior parte del fumo non usciva per il camino ma per la porta dove si mette la legna.

Il fornello che siamo riusciti a recuperare alla prima accensione ha fatto una grande fiammata che avevamo quasi paura di saltare in aria.

Lo scaldabagno…idem….la valvola del gas non era quella adatta (l’ho scoperto solo dopo…purtroppo). Aperto il rubinetto dell’acqua una grande fiamma si vedeva uscire dal gabiotto di legno esterno dove è posizionato questo bellissimo strumento.

Tommaso che con la giacca e il capello segnava la porta per andarsene tra un pianto e l’altro visto che non la riconosceva come casa e forse anche perchè un po’ spaventato….forse.

Superati uno per volta i problemi tecnici dobbiamo dire la verità l’appartemento è bellissimo.

Adesso ha tutte le pareti di terra (incoveniente ….visto il freddo che fa, la terra ci mette un sacco per asciugarsi quindi fino a qualche giorno fa eravamo immersi in una nube di umidità), i mobili li abbiamo fatto tutti con i bancali e la fondazione ci ha comprato un piccolo frigo.

Fuori abbiamo piantato un po’ di piante native con lo scopo di farle conoscere ai giovani e abbiamo fatto un piccolo semenzaio facendo un buco nel terreno e mettendoci sopra una finestra con il vetro.

An si…..è arrivato anche ìl telefono fisso….accompagnato da un bellismo modem wi fi…

Cosa possiamo desiderare di più ora?

A natale siamo entrati nella casa e adesso dopo un mese circa possiamo dire di esserci sistemati.

Abitando nella nuova casa abbiamo molte più visite, abbiamo avviato anche qualche cena con qualche famiglia (che qui è una cosa strana, non è abitudine) e il sabato sera…..mega proiezione di un film con i giovani . I due sabati che abbiamo lanciato l’iniziativa hanno partecipato in 15 con post film gioco di società (dixit per chi lo conosce)!!!Tante volte ci sembra di essere di nuovo in casa orsi.

Nel progetto comunque trovate le diverse attività e gli obiettivi del nostro fare.

In aggiunta del progetto si è aggiunta una collaborazione con le nuove attività di alcuni di Salinas e alcune organizzazione stanno iniziando….l’attenzione alla disabilità.

Vista la mia formazione e preparazione ho accettato l’idea di aiutare anche in questa ulteriore frontiera …ogni venerdì mattina vado alla Palma (Comunità a circa 1 ora da Salinas nel sub tropico) per lavorare con 2 bimbi autistici.

Erica invece ha accolto alcune proposte arrivate e al venerdì pomeriggio ha cominciato ad organizzare un pomeriggio per i bimbi da 5 ai 12 anni …dove si guarda un film tutti insieme, si fanno disegni e altre attività ludiche ma educative rispetto all’ambiente. E un programma radio con altre due ragazze.

Attualmente stiamo seguendo-organizzando nella casa del giovane un corso di sculture di legno con utilizzo di motosega e scalpelli e il laboratorio per la costruzione di un forno di terra cruda.

In tutto questo vi chiederete ..voi come state??E il piccolo Tommy?

Beh il nostro piccolo si è ambientato molto bene, alla mattina dalle 8 alle 12 va all’asilo nido e il pomeriggio lo teniamo a turno io e erica a seconda dei diversi impegni.

Tommy si diverte, gioca, sta con i bambini e sta imparando un sacco di cose. Essere qui con un figlio è qualcosa di incredibile, da un lato è faticoso per la gestione dei tempi di lavoro e delle cose da fare ma dall’altro è una grandissima opportunità per recuperare e ritagliare degli spazi per la nostra famiglia.

Per chi è stato a Salinas lo sa….ma chi non è mai approdato a questo piccolo paese a volte sembra di essere dentro un frullatore con mille cose da fare e riunioni a cui partecipare.

Essendo famiglia sarebbe velocissimo perdersi in tutto il fare che qui a volte ci viene offerto.

Ma tommaso da questo punto di vista ci obbiga a rallentare …ci obbliga a vivere con calma e soprattutto con lui possiamo essere un grande esempio per questa popolazione tante volte ingiusta nei confronti della donna e della spartizione dei compiti casalinghi.

Insomma stiamo bene e ci sentiamo ben inseriti in paese.

 

Spero di non avervi annoiato troppo ma credo una lettera di questo tipo è molto importante per tutti voi….gruppone, Cooperativa Sonda, parenti e amici vari per avere un po’ più chiaro la nostra quotidianità qui a 3550m.

A presto cari amici e colleghi

Luca