Hola compañeros de vida.
Qui che vi scrive, distante 10000 KM dall’Italia e’ Arianna direttamente da Salinas de Guaranda, Ecuador. Ormai questa sara’ la terza lettera che inizio a scrivere ma che non concludo…
tutto e’ iniziato con il scrivere “Buon Natale a tutti”, poi sono passata a “Buon Anno” e ora credo che potrei dire a tutti “Buona befana”.

Ormai sono passati due mesi e mi sembra solo una settimana che sono atterrata in Ecuador. Questi due mesi li ho passati a Salinas e sono stati 60 giorni molto intensi e pieni di visi e sorrisi. Ho conosciuto persone, giovani, Sumate e la vita quotidiana di genti alla quale non diamo un nome ma che sono sempre presenti. Mi sono immersa in punta di piedi in una quotidianita’ che all’inizio non mi apparteneva, autoinvitandomi nelle case, nelle famiglie, nei lavori quotidiani delle genti e nei più svariati incontri per il popolo… tutto per poter avere una visione e una conoscenza di un luogo “diverso” dal nostro. Per tre settimane sono andata nella communita’di Yuraucsha per lavorare in una scuola dell’infanzia. All’inizio e’ stato difficile perche’ preminente era la concezione di essere gringa e la mancanza di un vocabolario ampio di parole in spagnolo era la prima fonte di risate. Questo pero’ non mi ha fatto abbattere… se le parole in Italiano facevano cosi’ tanto sorridere perche’ non continuare?! Dopo i primi giorni, dove ho insegnato a 30 bambini la canzone della “Bella lavanderina” revisionata e adattata al mio spagnolo, tutti sapevano correttamente come mi chiamavo e quando arrivavo con il carro alle 7.30 di mattina tutti i bambini correvano tra le varie collinette per raggiungermi ed essere abbracciati. Finite le tre settimane sono ritornata nella scuola per costruire regali di natale con tutti i genitori dei bambini. E’ stato molto interessante poter osservare le dinamiche genitoriali in una scuola Ecuatoriana. Inoltre e’ stato organizzato una festa di Natale con tutti i genitori e l’intera communita’ ed e’ per questo che con i giovani di Salinas abbiamo organizzato uno spettacolo di Malavares. Questa giornata e’ stata strabiliante. Credevo che non venisse nessuno e invece eravamo alle sette di mattina in piazza ben in 11 giovani (ovviamente con un solo carro). E’ proprio vero che quando si fanno le cose in gruppo tutto e’ piu’ bello! Accogliendo la proposta di un giovane di Salinas abbiamo organizzato una raccolta di indumenti usati a Salinas (la prima mi dicono); tutti i giovani erano emozionati e felici di partecipare a questo lavoro perche’ c’era l’obiettivo di andare, a Natale, nelle communita’ “piu’ povere” per portare indumenti, panini e per fare Malaveres, giochi e attivita’ per tutti i bambini. Le comunita’ prescelte furono Tigreurco e Copalpamba. Il giorno di raccolta degli indumenti eravamo in due… io e David. C’era una leggera piogerellina quindi le persone non avevano molta voglia di uscire in strada per la raccolta. All’inizio mi ero un po’ rattristita ma poi ho pensato che nessuno ci poteva fermare anche se eravamo solo in due… potevamo raccogliere gli indumenti e anche i giovani. Ancora ora non mi spiego cose’ successo ma dopo un’ora eravamo in 10 per le strade di Salinas con un camion per le vacche che ci seguiva per raccogliere tutti i sacchi e con Alex, che con un autoparlante da fiera avvisava tutti del nostro passaggio. Fu una giornata sorprendente in tutti i sensi! Con il Sumate e’ stato organizzato un campo di raccolta di indumenti usati nella citta’ di Riobamba. Un campo completamente diverso rispetto a quelli di cui noi siamo abituati. Le parole che facevano da padrone in questo campo erano “Calma” e “tutto si puo fare anche dopo”. A prescindere dalle differenze di come si lavora si poteva percepire un bel clima di condivisione e di unione. E’ questo l’importante… essere uniti perche’ tutti tengono el mismo sueño. In questo periodo che sono stata a Salinas sono andata alla ricerca di tutti i giovani che sono venuti in Italia dal primo anno fino ad ora. Una parte di questi non lavora piu’ direttamente con il Sumate ma ha scelto una strada del mondo differente. La cosa importante, pero’, e’ il “non dimenticare” cio’ che si e’ vissuto ed essere sempre portatori del “sogno” che noi coltiviamo, perche’ bisogna sempre tenere la vela tesa. E’ proprio per questo che con l’aiuto di alcuni giovani che sono venuti gli scorsi anni in Italia stiamo organizzando un rimpatrio dei volontari, perche’ e’ importante ricordare e parlare per non dimenticare, perche’ il confronto e la comunicazione sono fondamentali per crescere e per far in modo che tutti sentano un po’ suo il cammino d’innamoramento verso i poveri e per poter dire a gran voce “Io ci sto!”.

IMPORTANTE: Padre Antonio sta organizzando un progetto per costruire un “museo” della storia di Salinas. In questo museo ci sara’ una parte dedicata al Gruppone. E’ per questo che chiedo a tutti voi di partecipare attivamente in questo lavoro dove viene data grande importanza al nostro sogno che dura da quasi 30 anni. Mi e’ stato chiesto di raccogliere foto, documenti o altro in genere, di tutti i lavori/volontari che sono venuti a Salinas per poter fare una specie di linea del tempo. Confido nel vostro aiuto. Prossimamente ulteriori informazioni. Un grande abbraccio pieno di gioia, voglia di sorridere e dire Si!
A presto.
Arianna