Uè buongiorno a tutti!!!
In diretta dalle calde e luminose terre Tchadiane, comincio a scrivervi mentre aspetto che al centre handicapé si faccia vivo qualcuno. Sono le 8.30 scarse, si comincerebbe alle 8 ma prima delle 9 difficilmente arriva qualcuno perché tanto caldo alla mattina a dir la verità non è,la gente è infreddolita e tremante a causa dei 15/16 gradi e il lavarsi fuori con l’acqua gelata non fa voglia a nessuno. Dunque si aspetta. A veder come vanno in giro bardati sembra di essere in Siberia…… insomma,perfettamente in linea con la mia temperatura corporea. Più che altro è l’escursione termica che è pesantina,dai 15 gradi notturni ai 35 giornalieri, che mi ha pure fatto passare Natale con un bel febbrone..ma tutto serve per fortificarsi (l’altra sera,cena con il giubbotto invernale addosso..si, ammetto che faccio un po’ ridere anche a me stessa)
In più, prima delle nove e fischia non accendono il gruppo che da corrente all’ospedale, e questo sembra esser un altro limite, anche se a noi per lavorare non è che serva così tanto la corrente,però.. I due Pascal, miei colleghi,sono affezionati ad utilizzare per le terapie dei massaggiatori elettrici, per qualsiasi problema si presenti: primo obiettivo che mi son posta qui è cercare di introdurre un po’ l’idea del ragionamento clinico individualizzato. Vediamo però,perché il più vecchio dei due è prossimo alla pensione, dunque che speranze ha una povera pivella come me di insegnare a un maestro Yoda africano che ormai è in dirittura d’arrivo? E il Pascal più giovane sembra più vecchio dell’altro perciò potete ben immaginare…. però ha un sacco di voglia di imparare,mi segue e mi ascolta con interesse (anche se quando parla se capisco un terzo di quello che dice è tanto.. ma ho imparato a far finta di capire e sorridere) dovrebbe cominciare una nuova leva prossimamente, staremo a vedere.
In questo periodo comunque non ci sono stati tanti pazienti,sia per le feste che per il fatto che venire in ospedale costa e qui l’argent è sempre un problema..e la gente non da così tanta importanza alla disabilità, o forse preferisce ancora rivolgersi ai guaritori tradizionali, i marabu.. in questi ultimi giorni però il centro si sta un po’ più animando.
In ogni caso lavoriamo circa dalle 8 alle 14 durante la settimana (e pure il sabato mattina). Anche se la mia giornata comincia spavalda con la sveglia alle 5.53 per essere scattante alla messa delle 6 (potete ben immaginare che alle 21.30 praticamente sono già a letto,come un cadavere). A lavoro vado a piedi,circa una ventina di minuti di passeggiata: non c’è modo migliore per conoscere un po’ la gente, tanti bambini corrono fuori dalle case per urlare i saluti, qualcuno mi saluta urlando direttamente da casa, qualcuno esce a darmi il cinque. Spettacolo. Ah, per non parlare delle 9 vacche già proposte per prendermi in sposa. Ma don Mauro ha detto che ne vuole almeno 20,perché son laureata.. ehehe
Certo,non tutto è rose e fiori naturalmente. C’è chi chiede subito di dargli qualcosa, pure la maglietta che ho addosso. Un bambino con aria un po’ strafottente e di sfida mi ha chiesto soldi, d’altronde son bianca, e dunque di conseguenza ricca. Ammetto che un po’ di fastidio,sconforto e tristezza mi salgono ma alla fine dei conti è vero dunque più di tanto non posso neanche contrattaccare. E dunque non ho alternative se non zittirmi e farmi seppellire di domande, dubbi che chissà se mai troveranno risposta.
Alla missione me la spasso, vivo con don Mauro che è parroco di Fianga; i primi giorni della settimana c’è con noi anche don Stefano, che in questo periodo è parroco di Sere, una parrocchia a mezzoretta di strada, in sostituzione a don Silvano che è momentaneamente rientrato in Italia perché malato (ora comunque sta meglio e probabilmente è pronto a ritornare). Stiamo aspettando l’arrivo di un altro don Mauro che arriverà a giorni per cominciare la sua missione qui a Fianga, accompagnato dal vescovo e da altri due preti. Vicino a noi c’è anche una comunità di suore senegalesi, che in questo momento son solo due che si smazzano per cercare di seguire tutti gli impegni parrocchiali che hanno. Come sempre, tanto di cappello..
I miei pomeriggi son sempre un po’ simpaticamente imprevedibili. Qualche volta vengo presa da un attacco di donnite africana e parto al mercato, che è l’attività /svago principale delle donne: se son fortunata trovo insalata, pomodori, cetrioli, avocado, patate; se son fortunatissima anche banane,arance e finalmente cominciano pure i manghi! E a casa abbiamo l’albero di papaia. Mi son ripromessa di imparare a fare la cucina, come si dice qui, ma per ora la mia capacità continua a fermarsi a lavare la verdura e i piatti (anche se dai, due volte ho anche fatto la marmellata e pure la zucca al forno!) La mia frase preferita è diventata: me me ndi hadi yango, ovvero piano piano imparerò.. va sempre ben per tutto ;)
qui la gente mangia sempre la boulle,una polenta di miglio con una salsa/brodaglia o di pesce o di carne..anche se una elevata quantità di miglio viene sacrificata per preparare la Bilbilì, la birra fai da te diffusissima, che contribuisce ad aumentare esponenzialmente il problema dell’alcolismo, una bella piaga.
Qualche pomeriggio poi viene qualche bambino/ragazzo a imparare a suonare la chitarra. E poi può succedere di tutto,come ritrovarsi a far la coda per far l’esame dell’aids (ovviamente non avevo capito na cippa della situazione e per fortuna son riuscita a scappare in tempo) oppure a vagare con una moto mai presa in mano prima d’ora per portare un catechista malato a un villaggio disperso.
Beh, non si può dire che le giornate così non acquistino un gusto davvero particolare!
C’è comunque in programma di farmi inserire in qualche attività al centro culturale in città: a breve faremo una riunione con i responsabili, poi si vedrà.
Immersa ancora una volta nella vita africana mi rendo conto del perché ne ho così tanto bisogno. L’autenticità che si respira è così forte, l’essere a contatto con la semplicità e l’essenzialità ribalta completamente il modo di vedere e assaporare la vita. E la concezione del tempo…a volte sembra quasi non esista. La gente va e viene un po’ a sentimento, quando gli pare.
Per non parlare dello splendore delle danze che fanno.. girano in tondo al battito dei tam tam in un ritmo incalzante, con voci così potenti che quasi intimoriscono, e ti ritrovi immerso in un turbine di energia, di forza, con la polvere che si innalza e ti avvolge e si diventa così un tutt’uno anche con la terra… una potenza incredibile. La sintonia con cui si muovono è pazzesca.. si,ma xe un casin capir come mettere i piedi. Mi hanno anche detto loro che sono già quasi una tupuri ma secondo me ballava meglio di me anche una vecchia con un piede rotto e le stampelle…… vabbè, mai disperare!
Ecco, quello che mi mette non poco in difficoltà è il fatto di essere sempre fissata ovunque mi trovo. Credo che qui non esista il senso del pudore, tante volte ridacchiano proprio fissandomi senza nessun problema e ammetto che sanno bene come farmi sentire a disagio. Ma questa è la fatica che devo offrire, un piccolo prezzo da pagare per il privilegio di poter vivere un pochino della mia vita qui e arricchirla di una ricchezza che difficilmente posso trovare da altre parti.
A proposito..ho visto pure gli ippopotami! Boia che bestioni!! Il lago ne è pieno (non possono ucciderli perché è una specie protetta, e questo è un grande problema, perché quando di notte escono fanno disastri)
Bene,per ora da Fianga credo sia tutto, un mega abbraccio a tutti e un buonissimo inizio anno a bomba!!!
A presto,
Martina