Cari amici,
vi scrivo dopo alcuni giorni di tensione che hanno fatto risorgere perfino la mia antica gotta.
Tutto si deve al fatto che la Parrocchia (con tutte le sue strutture, più il centro medico, più la casa della famiglia, più la scuola materna…) è stata costruita dal fondatore p.Carollo sul bordo di una “quebrada” che è un avvallamento abbastanza profondo e scosceso creato nei secoli o nei millenni da un corso d’acqua. Una ventina di anni fa l’acqua è stata intubata da un alcalde amico di p. Carollo. Succesivamente a quell’intervento, grazie a Dio, non ne è stato fatto nessun altro. Da allora si è autogenerato nello spazio di tre ettari un micro ecosistema prezioso all’interno del nostro quartiere. Un gruppo di persone, da alcuni anni, ha cercato di proteggere questo polmone verde nel cuore della città di Quito sur. Io da quando arrivai partecipai alle riunioni del gruppo. Due anni e mezzo fa si informò la popolazione che la costruzione del metro richiedeva una presa d’aria. A denti stretti, dopo aver concesso la parola ai rappresentanti del municipio e del metro a tutte le messe domenicali e dopo una riunione con la popolazione svoltasi nella chiesa si accettà la cosa, purchè non si toccasse l’ambiente e che restasse come era prima. Nel frattempo arriva la lettera di papa Francesco sull’ecologia integrale. un bel guaio per chi vuole applicarla! Difatti terminati i lavori del metro, invece di risistemare il territorio, incominciarono a riempire la quebrada di qualsiasi tipo di materiali.
L’amministrazione comunale e il metro ci avevano imbrogliato fin dall’inizio, occultando i loro piani segreti.  Hanno cominciato a distruggere tutto, tagliando alberi, gettando detriti e a quanto pare perfino residui tossici. Un disastro ecologico! Però, noi come cristiani, ora abbiamo la “Laudato si…”: e come la mettiamo con questa situazione?
Nel Salvador Leonardo Boff ci aveva detto che non c’è da aspettare un minuto di più. Fra l’altro Leonardo Boff è stato consultato dal papa prima di scrivere la “Laudato si…”. A me pare che la coscienza dei cristiani non è stata neppure sfiorata dai ragionamenti del papa sull’ecologia integrale. Durante le messe ho cercato in varie occasioni di introdurre il tema e di informare la gente su quello che stava accadendo. La gente invece si è lasciata convincere: “copriamo l’enorme buco e vi costruiremo sopra un … parco ecologico!” che è come dire recidiamo un fiore naturale e lo sostituiamo con uno di plastica.
Difficile, difficile convincere la gente che la natura ha i suoi tempi per autogenerarsi e che è preferibile ciò che è naturale a ciò che è artificiale. Oggi, però, un gruppetto di persone è intervenuto (otto in tutto) in una riunione che abbiamo fatto con quattro rappresentanti dell’amministrazione comunale e del metro. Mi sono un po’ rasserenato ascoltando i ragionamenti dei nostri cristiani. Forse qualche cosa si sta muovendo nella coscienza e nella cultura di qualcuno dei nostri. Certo, la battaglia per la quebrada è perduta.
Ma se nella coscienza della gente qualche cosa si muove c’è da sperare per il futuro. Sopratutto il riferimento alla”Laudato si…” come nuova frontiera della questione sociale ci può orientare nel cammino verso il futuro.
Bisognerà aiutare la gente a scoprire l’inganno (cosa non facile); bisognerà capire perchè è stata presa questa decisione (…interessi economici); bisognerà aiutare la gente del dissesto sociale provocato da questo intervento precisamente nel territorio dove si concentra la maggior parte della povertà della città  (le divisioni nel quartiere, i danni alle case costruite poveramente e con materiali poveri…). Insomma anche qui, il degrado ambientale va di pari passo con il degrado umano ed etico come dice papa Francesco.
In quest’ultimo tempo ho vissuto dentro di queste tensioni.
Qualche giornata è stata veramente oscura. Ora mi sta un po’ passando perchè ho visto qualche piccola luce accendersi nella coscienza di qualcuno. E se qualche futura lettera del papa ci mettesse in altri guai…. che sia benvenuta nonostante tutto!

don Giuliano