Mungbere R.D.C .
Cari amici del Gruppone,
qui a Mungbere tutto bene. Oggi sono già due mesi che siamo partiti e facciamo un po’ di bilanci.

Con la lingua Lingala abbiamo fatto progressi ed anche con il francese …non siamo ancora autosufficenti ma qualche frase riusciamo a dirla ed a capirla. Con i nostri prof stiamo instaurando un bel rapporto e già questa è una cosa bella. Uno si chiama Jadri ed è un signore anziano, lentissimo e molto composto che viene dall’Est Congo per questioni di “evangelizzazione”…è naturalmente un super catechista, chissà cosa direbbe se sapesse di far lezione a due miscredenti. Non sospetta nulla anche perchè puntualissimi la domenica andiamo sempre a messa tutti insieme con i bimbi:2 ore di canti e balli con sonagli vari, spruzzate di acqua santa a catinelle e decine di bambini vestiti nei modi più impensabili…devo dire che ci stiamo santificando. L’altro prof è un giovane maestro della scuola dove va Anita e sembra essere sempre affamato…tutti gli esempi ruotano intorno al cibo, un pò come quando facevamo Francese con Don Giuliano. Allora nel dubbio che abbia veramente fame e non siano solo esempi per imparare la lingua gli allunghiamo qualche banana.

Anita farà questa settimana l’ultima settimana di scuola con la sua maestra “della tosse” (che abbiamo scoperto si chiama Clara) e poi c’è un mese e mezzo di vacanza…vedremo come se la caverà con entrambi i bimbi Nadege che è la ragazza che da una settimana al mattino si occupa di Fausto…vi faremo sapere.
Finalmente Anita comincia ad uscire da sola dal cancello per giocare con i bambini fuori e ci sono 2-3 bambine che vengono spesso a trovarla. Fausto ne combina di tutti i colori ed è simpatico a tutti, c’è anche chi viene a prenderlo per portarselo un po’ in giro (come un piccolo trofeo..), riesce a scroccare qui al mercato molte più caramelle che in Italia!!

All’ospedale vado volentieri, sono stata anche una settimana senza il dott. Gianmaria ed ho lavorato solo con medici locali (due congolesi ed un messicano) e mi sono trovata molto bene…mi hanno costretto a diventare un po’ più autonoma e mi hanno anche cacciato ago e filo in mano per partecipare alle operazioni chirurgiche visto che c’era da fare.
In queste settimane i bambini della pediatria e della terapia intensiva hanno continuato a morire come le mosche…10 in una settimana e sono quelli che vediamo perchè arrivano in ospedale…quanti ce ne sono che muoiono a casa e nei villaggi? A volte penso che sia meglio neanche saperlo…tante tante tante potenzialità sprecate, qui c’è la selezione naturale 1 su 5 muore prima dei 5 anni….poi ci pensa l’AIDS quando crescono.

Abbiamo voglia di entrare un po’ di più in questo mondo diverso dal nostro ma abbiamo anche un po’ paura …diventare amici, dare più confidenza sul serio significa anche partecipare di più alle “sfighe” altrui. Ci fa paura volere troppo bene, affezionarci a delle persone che ogni giorno devono lottare per arrivare a domani, che sono perennemente in lutto, che oggi ci sono e domani si ammalano e crepano, che restano senza gambe per una puntura sbagliata, che sono “prigioniere” in ospedale finche non pagano il conto, che muoiono di tetano (…orribile da vedere), che gli va in cancrena un braccio per un morso, che quando piove gli crolla il tetto della casa, che hanno 7 figli e vari mariti ma nessun marito che si faccia carico di qualche responsabilità. Ma sono le stesse persone che cantano, ballano e ridono anche nelle situazioni più assurde, le stesse che ci accolgono con affetto, le stesse che vivono in mezzo a questa foresta meravigliosa e sotto questo cielo super stellato. Quelle per cui in teoria abbiamo lasciato in nostri famigliari, amici e sicurezze dall’altra parte del mondo. Alla paura di soffrire troppo si aggiunge anche quella di cadere nel solito schema: il ricco (e qui noi siamo veramente ricchi rispetto alla media) “buono” che si commuove e sparge monetine di qua e di là…questo gioco dove ha portato noi occidentali e dove ha portato gli africani fino ad ora ? Ci piacerebbe partecipare al gioco in modo paritario, con uguale dignità e responsabilità delle parti…forse è questa la vera rivoluzione.

Per il momento ci andiamo piano, ci stiamo immergendo piano come si fa al mare quando l’acqua è troppo fredda….prima di fare il tuffo vediamo di imparare almeno a nuotare.

Un forte abbraccio Sara Roberto Anita Fausto