Lettera Emanuele e Anna - Aprile

Salinas 22 aprile 2023

Un grandissimo abbraccio a tutti!
Ciao amici, il periodo Pasquale 2023 è passato, un mese intenso e pieno di avvenimenti…
Sí, talmente pieno di avvenimenti e talmente contrastanti tra di loro, che diventa difficile scegliere che piega dare a questa lettera!…
Raccontiamo la Pasqua appena trascorsa…??? con oltre ottanta giovani missionari dei collegi Salesiani che si sono divisi nelle varie comunità di Salinas per animare la Settimana Santa… Oppure raccontiamo l’accompagnare Padre Antonio in tutte le cerimonie che contraddistinguono questa settimana…??? settimana preceduta da un periodo piuttosto difficile dal punto di vista della salute del Padrecito e fonte di notevoli preoccupazioni vista la sua situazione clinica… tenendo inoltre in considerazione che abbiamo appena festeggiato il suo ottantaquattresimo compleanno… e il nono dal suo intervento…
O ancora, raccontiamo le difficoltà che giorno dopo giorno si stanno aggiungendo alle già molte che endemicamente esistono, ai continui soprusi che la gente subisce, all’aumentare della violenza in modo sconsiderato… all’infinità di notizie negative che potremmo aggiungere e sgranarvi come un “rosario delle sfighe ecuadoriane”…???
Oppure potremmo condividere le molte cose belle, le molte cose buone che succedono, le infinite cose belle che viviamo, quelle che giorno dopo giorno cerchiamo di mettere in piedi… dando così l’idea di un Salinas, di un Ecuador “paese delle meraviglie”???… O raccontare la situazione sociale, politica, sanitaria, la sicurezza pubblica che sta precipitando come un ottovolante al parco dei divertimenti… dando l’idea di un Ecuador paragonabile ad un “girone infernale”???
E ci domandiamo cosa percepiranno quelli che a 14.000 kilometri di distanza ci leggeranno, che già hanno i loro bei problemi… Infatti, ascoltando i Tg italiani sembra che neanche in Italia ci sia molto da star allegri… Ovviamente non possiamo fare paragoni, sarebbero inappropriati, ma ognuno com’è giusto che sia prima di tutto sente i carichi che ha sulle proprie spalle, poi, a seconda di quanto è abituato a guardare oltre la punta del suo naso, percepisce o immagina i pesi che anche altri stanno sopportando… Per fortuna queste righe arrivano ad amici che per la maggior parte condividono certe sensibilità… ma già ci sembra di sentire i frettolosi commenti della maggior parte della gente… con tutto quello che c’è da fare qui in Italia, con l’invasione di barbari che ogni giorno dobbiamo fronteggiare, ‘sti qua sono nel paese del ben godi a far festa… Per altri immaginiamo commenti tipo… dove vanno a farsi male… cosa avranno in quella testa, e dopo se succede qualcosa dobbiamo pagare noi per tirarli fuori dai casini…
Per stavolta abbiamo deciso che vi raccontiamo un po’ di difficoltà che si stanno vivendo in Salinas e nell’Ecuador, ma sappiate che di cose belle ne succedono tante… ma tante davvero! Forse in questo momento storico le negative sono un po’ sopra le positive, ma questo è un evento ciclico… verrà sicuramente il momento in cui le parti si invertiranno… Comunque, al di là di questo, onde fugare ogni cattivo pensiero, noi siamo felici di quello che stiamo facendo, di quello che stiamo vivendo, nonostante le fatiche, le preoccupazioni… in questo momento non vorremmo vivere in nessun altro posto… tranne dove stiamo vivendo…
Vi raccontiamo le situazioni che affollano i nostri pensieri, le situazioni che ci prendono alla gola e ci fanno mancare il respiro, sicuri che comprenderete la scelta.
Il problema dei bimbi con forte denutrizione sta prendendo dimensioni impensabili, per onore di verità sono denutrizioni dovute per la maggior parte alla scarsa alimentazione, ma c’è anche una percentuale dovuta a mala nutrizione, alimentazione non equilibrata, o fatta di “Comida Chatarra” come si definisce qui o “Comida Basura”, insomma il cibo immondizia, il cibo spazzatura… anche qui piuttosto diffuso! Questo fa capire che il problema non è solo di mancanza di cibo, ma anche mancanza d’informazioni su un’alimentazione sana. Qui parlare di “alimentazione variata” per il momento è pura utopia: tutti i giorni, tutti i santi giorni è la stessa musica, sopa (zuppa ricca di grassi), riso bianco, un cucchiaio di verdura (non di più), un pezzettino di carne, o di formaggio, o un uovo, il tutto ripetuto mattino mezzogiorno e sera, sempre la stessa musica 365 giorni l’anno. Questa ovviamente é la musica che si suona nelle famiglie che stanno meglio economicamente, mentre in alcune si suona solo mattina e mezzogiorno, perché per cenare non ce n’é… con la pancia vuota si riposa meglio! Non è una situazione diffusa, ma si comincia a percepire la difficoltà per alcune famiglie, soprattutto nelle comunità, a mettere in tavola tre pasti giornalieri.
Attualmente solo nella Paroquia di Salinas, quindi una popolazione di circa 10.000 abitanti, abbiamo 236 bambini denutriti, riscontrati tramite esami clinici fatti dal Subcentro de Salud, ma chissà quanti altri ve ne sono che i medici del subcentro non sono riusciti a raggiungere o di cui non hanno conoscenza. Da inizio anno, rispetto al 2022, dicono siano aumentati di un 30%! Altro dato… sono 71 le ragazzine al di sotto dei 18 anni che sono in cinta (la più giovane ha 13 anni), ovviamente anche qui sono dati incompleti perché vengono tracciate solo le ragazzine che si avvicinano al subcentro o quelle che i medici riescono a incontrare andando a domicilio nelle varie comunitá. Prima di Pasqua, ci racconta una delle dottoresse, è arrivata al subcentro una ragazzina di 15 anni, ragazzina che non avevano mai incontrato, era nelle sue due ultime settimana di gravidanza; dalle analisi i dati della sua denutrizione erano spaventosi, questo significa la nascita di un bimbo con enormi problemi di denutrizione, un bimbo sottopeso e con grande probabilitá un bimbo con deficienze cerebrali. All’ultima riunione fatta questa settimana con i medici del subcentro è stata evidenziata un’altra situazione problematica: delle ragazzine che seguono, a cui forniscono vitamine, ferro e altri integratori per sopperire alla mancanze di una nutrizione bilanciata e completa, quasi nessuna assume questi aiuti. Il motivo sembra riconducibile a un retaggio culturale… gli integratori, come i farmaci, sono visti come qualcosa al di fuori delle loro tradizioni, delle loro tradizioni ancestrali.
Come potete comprendere il problema ha dimensioni ampie, molto più ampie dei dati che vi abbiamo condiviso.
Vi mettiamo anche la ciliegina su questa splendida torta! L’organo ecuadoregno corrispondente al nostro Ministero della sanità ha fatto la visita di controllo periodica al subcentro per accertarsi che tutto sia in ordine; ha trovato alcune cose che devono essere sistemate, e la gestione di alcuni processi da riorganizzare, traducendo in opere queste parole: c’è il tetto che ha un problema, piove dentro; la gestione dei rifiuti speciali non rispetta le procedure, bisogna costruire una casettina per lo stoccaggio dei rifiuti medici; mancano un certo numero di attrezzature, mediamente attrezzature di consumo, come per esempio il trapano odontoiatrico, anche lui porocristo ha una vita utile poi bisogna cambiarlo, e se non c’é non si eroga il servizio e pace e bene a tutti!… Insomma, la struttura pubblico sanitaria deve essere riadeguata altrimenti si chiude, c’è tempo sino a giugno per farlo. “Perfetto, nessun problema, valutiamo gli interventi, vi inviamo la quotazione, facciamo i lavori che pagherete e per giugno siamo pienamente operativi” la risposta innocente della direttrice del subcentro. In un altro paese forse sí, ma qui no, il ministero, lo stato, non ha soldi, vi dovete arrangiare, e se per giugno le cose non sono state sistemate il subcentro si chiude.
Qualsiasi commento risulta superfluo…
Rimanendo in contesto pubblico, vi raccontiamo un altro aneddoto… questa settimana abbiamo visto la polizia girare per Salinas a piedi, mentre di solito la vedevi pattugliare in auto. Ci fai caso ma non gli dai peso… peró mercoledì dovevamo consegnare le ceste con i viveri che come Fondazione ci siamo impegnati a fornire a 17 bambini 2 volte al mese, ma non avendo a disposizione nessun mezzo per consegnarle e nello spirito di collaborazione che esiste in Salinas tra organizzazioni abbiamo chiesto aiuto alla polizia se, durante il loro regolare pattugliamento, potevano aiutarci a consegnare le ceste in qualche comunità… risposta, ci spiace, volentieri vi aiuteremo, ma la nostra auto é danneggiata e non ci sono soldi per ripararla. Anche sul fronte sicurezza si fa acqua da tutte le parti… e qua l’acqua sarebbe già abbondante…
Siamo nella stagione delle piogge, e qui ne viene giù tanta, ma tanta sul serio, soprattutto nella zona del subtropico. Quest’anno, anomalo da questo punto di vista, sta facendo parecchi disastri, porta via ponti e strade, franano parte di monte, si interrompe l’erogazione di energia elettrica, del servizio internet e telefonico, tanto che alcune comunitá rimangono isolate anche per giorni, nessun aiuto arriva dalle strutture della stato, la gente si deve arrangiare, organizzano “mingas” (lavoro cooperativo a beneficio della comunitá), ma è difficile far fronte alla natura quando decide di far vedere di cosa è capace solo con pala e azadon (la loro zappa)… sí perché questo hanno a disposizione… lo stato è “desaparecido” su tutti i fronti. Alcune settimane fa, nella via Guaranda-Simiatug (via piuttosto trafficata che passa anche per Salinas) c’è stato un “derrumbe” (una frana), è venuto giù mezzo monte, un fronte di 50-60 metri che sommerge la strada, il comune ha aperto un varco per far passare un mezzo alla volta alternativamente, tutto il resto, centinai se non migliaia di metri cubi sono stati tolti dalla gente in “minga” con carriola e pala sotto la pioggia, che continuava imperterrita il suo lavoro di smottamento, proteggendosi con una borsetta di plastica in cui mettono dentro il cappello perché non si inzuppi e poi se lo mettono in testa, mentre sulle spalle un pezzo di nylon o un sacco per l’immondizia aperto a mo’ di mantello da superman. Hanno lavorato più di una settimana per ripristinare il traffico diciamo normale, ora passi tra due muri di fango, che quando piove cola giù minacciosamente.
Questi solo alcuni flash di quello che si sta vivendo in Ecuador in questa stagione, si stanno ricambiando gli orizzonti, anche gli orizzonti di intervento, si sta ritornando a cercare di dare risposte a problemi primari, cibo, sanità… il guardare il futuro con nuovi occhi con nuove prospettive, prospettive di persone, comunità protagoniste del proprio futuro, per il momento é rallentato, viene accantonato, perché le priorità sono ritornate altre.
Vi risparmiamo la panoramica sul fronte sicurezza, forse l’aspetto peggiore della situazione attuale, anche qui lo stato è inerte difronte al dilagare della violenza, anche brutale, che questo stato sociale cosí precario sta scatenando.

Emanuele
Cosa aggiungere ad un quadretto così idilliaco, non c’è molto altro da dire.
Abbiamo voluto condividere con tutti voi questa realtà, perché è, come vi dicevamo quello che in questo momento affolla la nostra mente, quello che occupa i nostri pensieri, è una situazione che brucia le tappe a velocità impensata, è una cavalcata verso una situazione che sembrava superata, un qualcosa che doveva rimanere solo un brutto ricordo. È una situazione sicuramente recuperabile, l’Ecuador avrebbe le forze e i mezzi per riprendere la strada verso l’alto e smettere di risprofondare negli inferi, ma i tempi sono biblici, azione e reazione è un binomio che qui andrebbe scritto azioneeeee eeeee rrrrreazione. Fa parte della loro cultura del loro essere, e questo va rispettato, per noi è comunque difficile vedere quello che succede e rimanere indifferenti, aspettare che tutto si muova com’è giusto che sia con i loro ritmi.
Caratterialmente io sono totalmente differente, ma se si vuole fare un po’ di strada con questo paese, con questa gente devi camminarci affianco, e per starci affianco devi andare con lo stesso passo, potrai fare uno scatto in avanti, due tre passi giusto per dare una scossa ma poi devi fermarti ad aspettare, l’unico modo per fare qualche cosa di buono per il futuro di questa gente è avere sempre presente il loro passato, e il loro passato non è il nostro, è un’altra storia, é fatto di altri tempi.
Camminare affianco ad alcuni di loro che hanno accettato di accompagnarci nel nostro cammino è una bellissima esperienza, esperienza di condivisione, condivisione di sogni, di speranze, di momenti duri, di frenate e di ripartenze che non sembrano mai arrivare.
Nella comunità di La Libertà è più di un mese che siamo lí, pronti a riaprire ma non ci si riesce, l’acqua ha portato via il ponte che la collega alle comunità alte, e una parte della strada che va verso la costa é franata, sono rimasti isolati per giorni, si sono recuperati un pezzo di tubo e si sono ricostruiti un mezzo ponte per avere passaggio almeno verso le comunità alte, sono quasi sempre isolati dal punto di vista delle comunicazioni, l’elettricità ce l’hanno a singhiozzo, rimanendone privi anche per giorni. Impensabile riaprire la Quesera in queste situazioni, hanno l’umore al minimo, ma si continua a cercare soluzioni per non spegnere questo sogno, anzi si continua a cercare soluzioni per ampliare il sogno.
Ci riusciremo?… e chi lo può dire!… guardando mamma natura sembra totalmente contraria, o forse ci sta solo mettendo alla prova, se siamo veramente decisi a guardare al futuro con occhi differenti.
Le difficoltà sono molte, ma queste piccole fiammelle di speranza sono sufficienti a guardare avanti e cercare nuovi sentieri da percorrere assieme a questi amici ecuadoregni e a chi ha voglia di accompagnarci.

Un abbraccio a tutti

Hasta pronto.
Emanuele y Anna

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