Lettera Emanuele e Anna - Novembre

Salinas 19 novembre 2023
Un abbraccio a tutti,cari amici, siamo in difficoltà, non è facile di questi tempi scrivere qualcosa, sono talmente tanti gli avvenimenti che in questo ultimo mese hanno segnato, segnato in maniera profonda, pesante tutto il mondo, che raccontare quello che succede qui in Ecuador, peggio ancora quello che succede qui a Salinas, si prova quasi vergogna e imbarazzo, ma sarebbero comunque molte le cose da raccontare, il mese “abbondante” trascorso in compagnia di don Giuliano peregrinando nelle tre parrocchie, le lunghe chiacchierate e condivisioni fatte assieme, inoltre le varie attività che si sono portate avanti, le cose che non vanno o che potrebbero essere migliorate, che avremmo voglia di raccontarvi, di condividervi. Qui, quello che succede nel mondo non suscita grande interesse, è lontano, molto più lontano dei chilometri che ci dividono dai luoghi fisici dove succedono i due avvenimenti, Salinas, l’Ecuador e qualsiasi altro luogo nel globo. A volte è difficile vivere questa situazione, noi per indole, per cultura, per storia ci sentiamo molto più figli del mondo, non solamente del metro quadro che calpestiamo, il metro quadro che calpestiamo ci assorbe, ci compromette nel quotidiano, ma l’orizzonte è più ampio, molto più ampio, la vista tenta di andare oltre le splendide montagne che ci circondano, che ci riempiono gli occhi di bellezza infinita, e che in qualche modo creano una ipotetica barriera tra noi e il resto del mondo. Ma oltre quelle splendide montagne c’è un mondo, un mondo immenso e, che ci piaccia o no, interagisce, modifica anche il nostro infinitesimale metro quadro che calpestiamo. È una sensazione strana da descrivere, noi cerchiamo, abbiamo sempre cercato con le nostre scelte, ovviamente con annessi tutti i nostri limiti di avere uno sguardo il più ampio possibile, di non fermarci alla punta del nostro naso o al massimo qualche centimetro più in là, sistemato il nostro metro quadrato, resolo bello, accogliente, democratico non è terminato il nostro compito, non è compiuta la nostra felicità.Probabilmente quello che sta succedendo attualmente un po’ in tutto il mondo, tutte le violenze che vengono perpetrate in nome di una fantomatica giustizia ci nascondono il sole, tutto ci sembra più buio e freddo, si fatica a vedere, si fatica a trovare un angolino dove arrivi un raggio di sole a riscaldarti e a ricaricarti per riprendere il cammino.Gli amici continuano a chiederci come vanno le cose nel dopo elezioni, che dire, è una situazione così assurda che non hai neanche voglia di parlarne. La cosa che lascia un po’ basiti è l’indifferenza che si percepisce in tutto questo, come dicevamo, noi un po’ per cultura un po’ per mentalità cerchiamo di comprendere la situazione, di decifrare quali sono i segnali che arrivano dalla politica dalla società per comprendere quale può essere il futuro che ci aspetta che aspetta a questo paese. Ma attorno si percepisce solo una grande indifferenza, un fatalismo verrebbe da dire, ma i tempi sono cambiati, il fatalismo non è più giustificato non si è più nel periodo dei “Cordovez” dei “Patrones” in cui si subivano le loro decisioni e le conseguenze di queste decisioni, ora c’è un regime democratico che almeno nella carta ti permette di decidere, di sceglierti chi ti governerà, e difronte a certe decisioni che vengono prese ti cadono le braccia, ti prende uno scoraggiamento fatale.I diritti non sono solo alcune cose che ti spettano punto e basta, è un impegno che ti assumi con la società ma prima di tutto con te stesso, a rispettarli a renderli vivi, dietro i diritti ci sono dei doveri da compiere per mantenerli vivi, i nostri diritti rimarranno vivi solo se li proteggiamo e ci battiamo perché lo siano per tutti.Ci rendiamo conto che questi sono discorsi che arrivano da un altro pianeta rispetto all’ambiente dove stiamo vivendo, ma nello stesso tempo si percepisce abbastanza chiaramente che se non interrompi questo circolo vizioso tutto continuerà a perpetrarsi all’infinito senza cambiare nulla, bisognerebbe trovare lo scatto d’orgoglio e spezzare questo circuito per dargli prospettive differenti, e questo possono farlo solo loro, solo loro possono prendere i mano il loro destino e dargli orizzonti diversi.Ora vi condividiamo qualche notizia dall’Ecuador: il 23 novembre ci sarà il giuramento e l’insediamento come nuovo presidente dell’Ecuador di Daniel Noboa. Dal 15 ottobre, domenica in cui ha vinto le elezioni, è praticamente un “desaparecido”: la settimana dopo era con la moglie ad Ischia in vacanza, certamente ne aveva tutti i diritti dopo una campagna elettorale così combattuta, così piena di veleni, c’era bisogno di disintossicarsi, ma sei diventato il presidente di un paese che è nella m… sino al collo, anzi una trentina di centimetri più in su, quindi se ti va bene hai gli occhi fuori e intravedi l’orizzonte, ma per non affogare ne devi mangiare tanta, ma tanta davvero! Il presidente uscente, Guillermo Lasso, altro “desaparecido”: ultimamente è quasi sempre negli USA dove ha attività-interessi e abitazioni, le malelingue lo dicono impegnato a collocare tutti i fondi distratti dal bilancio statale. Una parte della magistratura sta indagando sulla sua politica poca attenta ai bisogni del paese e molto attenta a sistemare le sue banche e agli interessi dei suoi amici di merende. Sono preoccupati che il 23 novembre dopo lo scambio di consegne tra presidente uscente e presidente entrante, prenda il suo aereo privato e voli verso uno dei paradisi fiscali dove ha accumulato cifre da garantire il benessere a parecchie generazioni della sua famiglia. Si sta indagando su parecchi componenti dello scorso governo, tutti in odore di collusione con la mafia albanese nella gestione del narcotraffico, in particolare il ministro dell’agricoltura il cui numero di telefono sembra sia stato trovato nell’agenda del capo della mafia albanese arrestato la settimana scorsa in Turchia. Nell’ultimo anno i sequestri di droga fatti in Europa, eseguiti in particolare in Turchia, sono stati fatti per la maggior parte in bananiere che arrivavano dall’America Latina, in particolare dall’Ecuador, con la droga nascosta direttamente all’interno delle casse di banane. L’invio per la maggior parte era eseguito da aziende ecuadoriane di nuova creazione, risultate aziende di facciata, tutte create in questi ultimi anni con l’appoggio e l’insistenza del ministero dell’agricoltura e del suo ministro. Le male lingue, anche qui esistono, associano a questo nuovo mercato le aziende di Noboa, il maggior esportatore di banane di tutta l’America Latina, ma ad ora non vi è nessuna prova che questo sia avvenuto.Altro tema che inizia a preoccupare è il clima, anche qui in Ecuador il clima sta facendo le bizze, le piogge quest’anno sono state molto meno intense del solito, e quando c’erano erano diluvi e facevano innumerevoli danni. Queste scarse precipitazioni hanno ridotto di molto gli invasi delle centrali idroelettriche che non sono più in grado di produrre energia elettrica sufficiente per il paese, c’è quindi un piano nazionale di “apagones” un distacco della corrente elettrica programmato per zone, un quattro ore, a volte anche di più per giorno, per più giorni a settimana. Qui a Salinas c’è andata veramente di lusso, essendo parrocchia con molte attività industriali-artigianali, sarebbe stato deleterio per tutta l’economia il distacco dell’energia, la fortuna ha voluto che le linee per l’industria-artigianato siano le stesse che alimentano il domestico quindi abbiamo aprofittato di questa fortuna. Ora, cercate di fare mente locale sulla vostra esperienza dei disagi che crea un distacco di energia elettrica nella vostra realtà: gli elettrodomestici che vi assistono, le antenne, i ripetitori, gli apparati WiFi che tengono collegati con il mondo i vostri cellulari i vostri computer e avanti con la lista, pensate di avere un distacco quasi ogni giorno per un minimo di quattro ore… che ne pensate!?Questo problema ha scatenato una miriade di discussioni-conflitti sulle cause di questa situazione, e le spiegazioni sono veramente bizzarre, per non dire vergognose, ma lasciamo a voi la decisione. Una, quella più gettonata, è che la colpa, la causa origini dalla zona della costa, dove anche i poveracci si sono messi in casa il condizionatore, aumentando di molto i consumi… prima, che avevano solo il ventilatore tutto funzionava! Quindi, tutti hanno il diritto di cercare di migliorare la propria condizione di vita, ma qualcuno ha più diritto di altri. Un’altra spiegazione, anche questa ben gettonata, attribuisce la colpa all’ex presidente Rafael Correa che ha iniziato la costruzione di alcune centrali idroelettriche ma non le ha terminate prima della scadenza del suo mandato, sono passati più di sette anni e due presidenti da quando Correa non è più presidente, un po’ di tempo per terminarle ci sarebbe stato! Ma, altra caratteristica tutta ecuadoriana, se un presidente della repubblica, un prefetto della provincia, un alcalde del canton non termina un’opera pubblica da lui iniziata rimane incompiuta, perché chi segue dice che non è un suo progetto, io ho altro da fare, altri progetti, altre promesse da mantenere… anche qui con lo spreco di denaro pubblico non si scherza… specie verso la fine di mandato si vede un’accelerazione straordinaria nella realizzazione di queste opere promesse, lavori fatti in fretta, con i pochi soldi rimasti dopo le varie ruberie, opere che dopo poco tempo iniziano a perdere pezzi, per la pessima qualità con cui sono state realizzate, o opere incompiute che resteranno incompiute per sempre. In Italia abbiamo buoni esempi di questa sistema politico.Sta di fatto che il problema della fornitura elettrica sta diventando una complicazione in più in un paese dove le complicazioni certo non mancano. Il costo per kilowattora per l’industria, per l’attività mineraria é di 0,05$, per le utenze domestiche si parte da un minimo di 0,09$, quasi il doppio, questo per i contratti più economici. Ora, per sopperire a questa mancanza di energia elettrica, si stanno rivolgendo ai paesi confinanti: il Perù ha gia detto picche, la Colombia ha accettato di vendere ma a 0,60$ per kilowattora, e siccome, dicono, non si possono caricare costi aggiuntivi all’industria, al settore minerario la proposta è di scaricare tutto il delta di sovraprezzo sulle utenze domestiche.Altra problematica che questa scarsità di precipitazioni sta creando, problematica che anche qui a Salinas sta avendo effetti importanti cosa che non era mai successa sinora, i pascoli si stanno seccando, l’erba per l’alimentazione del bestiame sta diminuendo, scomparendo e senza erba per alimentare il bestiame anche la produzione di latte diminuisce. In queste ultime settimane è sorto un problema che rasenta l’assurdo: dopo un periodo in cui la richiesta di formaggi era in ribasso si iniziava ad avere una piccola ripresa delle richieste, ma ora la produzione di latte è insufficiente per produrre il formaggio richiesto.Ulteriore conseguenza di questa scarsità di precipitazioni è che le sorgenti che si trovano nel Paramo, che poi sono quelle che alimentano gli acquedotti che riforniscono di acqua domestica (non potabile) Salinas e alcune comunità stanno riducendo la loro portata, e in alcuni casi si stanno seccando. Il problema di queste fonti non é solo il fenomeno delle scarse precipitazioni, ma anche la scarsa salvaguardia delle stesse, che andrebbero protette creando delle riserve di recinzione con vegetazione spontanea cosí da impedire il pascolo del bestiame, e la coltivazione. Ma la fame di pascolo per il bestiame fa sfruttare ogni singolo angolo possibile compreso la zona che dovrebbe essere riserva del Paramo, e in questo Salinas sta peccando parecchio. Questa settimana è stata indetta una riunione per questa problematica e uno dei dati che veniva riportato era il paragone tra la Parrocchia di Simiatug (che ha destinato 4092 ettari come riserva per la salvaguardia delle fonti idriche, non sono sufficienti ma è già un primo passo) e Salinas (che ha 26 ettari destinati a riserva)… la strada da fare è ancora moltissima, anche perché la popolazione di Salinas è molto più numerosa di quella di Simiatug, e l’acqua utilizzata nelle varie attività, nei vari caseifici, è veramente molta. Per chiudere la parentesi acqua aggiungiamo che anche le previsioni dell’arrivo del fenomeno del niño indicano una situazione anomala: parlano di una grave siccità nelle regioni della Sierra e dell’Amazonia, mentre prevedono alluvioni nella regione della costa. Chiuso questo splendido quadretto risulta abbastanza evidente che anche con uno splendido governo e una favolosa classe dirigente i problemi non mancano da ‘ste parti… aspettiamo e vediamo.Altre notizie flash. Nelle scorse settimane 5 carceri sono state occupate dai carcerati! Sono le carceri principali del paese distribuite in differenti città. Si temeva una strage come lo scorso anno, invece per fortuna il tutto è rientrato dopo qualche giorno e si è risolto con solo, si fa per dire, una decina di morti.Le tre principali bande che tengono sotto scacco il paese: “Lobos”, “Tiguerones” e “Chone Killers”, formano un’alleanza con una presenza massiccia oramai in 16 province (l’Ecuador ne ha 24). Cercano di espandere la loro influenza su scala nazionale e ormai manca poco. Le attività principali sono legate al traffico e allo spaccio della droga, ma le droghe sintetiche che stanno invadendo il mercato gli stanno, si fa per dire, rovinando la piazza, così attorno a queste bande stanno nascendo tutta una serie di attività parallele, e non avendo purtroppo studiato dalle “Orsoline” le nuove attività che mettono in piedi non sono, come potete immaginare, attività caritative.Sempre in queste ultime settimane, gli autotrasportatori (ricordate che anche qui tutto viaggia su gomma) hanno dato vita ad un “paro” (sciopero-blocco) non ha interessato tutto il paese, ma solo le vie principali, protestavano per il mancato riconoscimento delle agevolazioni sull’acquisto di carburante, promessa fatta in campagna elettorale, agevolazioni che sono state dirottate per l’acquisto di combustibile per le centrali termoelettriche, protesta conclusasi in qualche giorno, senza raggiungere nessun accordo… ricordate la rassegnazione di cui parlavamo prima? da vedere cosa succederà dopo l’insediamento del nuovo presidente. EmanueleRagazzi che dire, che aggiungere a questo bel quadretto, non è sinceramente un buon periodo. Tutto quello che sta succedendo nel mondo, quello che sta succedendo in Italia, quello che sta succedendo in Ecuador in Salinas mi lascia dentro una grande tristezza. Ascoltare i dibattiti che vengono fatti pro o contro Israele, oppure pro o contro i palestinesi e Hamas, sembra di ascoltare “il processo del lunedì” o “l’appello del martedì” mitiche trasmissioni per calciofili che forse i più “antichi” ricordano, dove invasati, esagitati, spiritati, indemoniati, giornalisti e tifosi, discutevano delle partite e delle decisioni arbitrali delle partite domenicali. Potete immaginare il livello di imparzialità delle discussioni, difesa ad oltranza di posizioni indifendibili, ragionamenti offuscati, annebbiati dalla difesa “hasta la muerte” della tua squadra del cuore. Il livello di discussione è lo stesso, ma da una parte si parla di fede calcistica, ma chi se ne frega se sei juventino o interista, ma trattare allo stesso modo una discussione dove si sta parlando di stragi, da una parte e dall’altra, dove la soluzione di questo conflitto interessa-coinvolge il mondo intero, e non quattro invasati calcistici. Ma vedere politici, giornalisti che riducono la discussione allo stesso livello di quelle trasmissioni, che pena, che tristezza, senza parlare dell’opinione pubblica che “pecoronamente” si schiera da una parte o dall’altra. La guerra in Ucraina continua, ma nessuno ne parla più, lo sguardo si è rivolto ad altro palcoscenico, e lo spettacolo vecchio va nel dimenticatoio, la gente continua a morire a soffrire ma non dá più uno spettacolo degno di attenzione, ora vanno di moda altri attori.In forma differente, con termini differenti, lo stesso clima si vive qui in Ecuador, rispetto alla situazione politica, lo stesso si vive qui a Salinas rispetto al suo futuro, alle prospettive per continuare il suo processo di sviluppo.Non è facile muoversi, sopravvivere in un clima così, dove chi urla più forte, o è più cinico nelle cose ha ragione e gli altri devono soccombere, dove sempre meno vedi tavoli di discussione, dove ognuno in forma decisa, ma democratica, rispettosa dell’opinione altrui porta avanti il suo pensiero, e al finale si produce un pensiero di sintesi che rispetta tutte le posizioni, sono sempre più campi di battaglia dove scannarsi senza remissione alcuna.Ora il pensiero vincente è quello appartenente al più bastardo, al più cinico, al meno rispettoso del pensiero altrui.Cosa fare per cambiare questa situazione, non lo so, io non ho risposte, ho solo una gran tristezza nel vedere questo povero mondo in questa terribile situazione. Con una grande tristezza nel cuore continuiamo comunque a sognare e a lottare perchè si può cambiare questa situazione, prima o poi si troverà una via per fare realizzare questo sogno.AnnaSempre ci sono due lati della medaglia. Sempre c’è un “lato oscuro della forza, contrastato dalla luce” (messaggio per soli intenditori di Star Wars)… Cosí voglio aggiungere qualcosa di positivo… La mia esperienza con le donne artigiane, las campesinas, continua. La “Galeria Artesanal Warmi Ruray” impegna tutte le mie giornate, spesso anche i fine settimana, con non poca fatica da parte mia, ma a poco a poco i risultati cominciano a vedersi. E, a parte i risultati in termine di vendite, gli aspetti piú significativi per me sono la nuova amicizia con Gloria, ragazza della comunitá di Pambabuela che da agosto è presente quasi tutti i giorni nel negozio, e la disponibilitá di tempo da dedicare alle donne in discorsi vari, in ciacoe.Gloria si sta dimostrando molto motivata ad imparare a gestire l’attivitá che fino ad ora avevo portato avanti con l’aiuto di Melina. Se continuerá su questa strada raggiungeró il mio obiettivo ultimo che è lasciare la totale gestione del progetto a una ragazza giovane del posto, con necessitá economiche e con tre figli a carico magari supportata da un’altra compañera.Il negozio è diventato il luogo d’incontro con le artigiane: c’è un tavolino con sedie dove ogni martedí e quando capita anche in altri giorni della settimana, mi ritrovo in loro compagnia a parlare sia di prodotti d’artigianato che delle nostre vite presenti e passate. È una sensazione bellissima! A poco a poco sto entrando in questo magnifico mondo femminile andino. In alcuni momenti sono avvenute delle vere e proprie discussioni, dove ognuno dava il proprio punto di vista sull’argomento. Quest’ultimo spesso riguarda questioni famigliari, ma anche descrizioni di dinamiche comunitarie. Sto imparando molto. Sto anche dando il mio punto di vista con la sensazione di essere ascoltata.Potrei dire che un po’ alla volta sto vedendo i frutti, magari solo gemme, della mia vita trascorsa qui. Sono passati quattro anni e mi sento di dire che è un buon risultato!

Un abbraccio a tuttiHasta pronto.

Emanuele y Anna

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