Lettera Emanuele e Anna - Ottobre

Salinas 15 ottobre 2023

Vi stiamo scrivendo nella settimana che anticipa le elezioni, elezioni molto importanti per il futuro dell’Ecuador.Importati?… Questione di punti di vista… A noi sembra proprio di si, innanzitutto per la situazione in cui vive attualmente il paese, a nostro parere sembrano fondamentali, ma alla maggioranza degli ecuadoregni non sembra interessino poi molto.Effettivamente a ben guardare, nella maggioranza dei casi, le persone guardano in modo molto distaccato questo evento, forse distaccato non è il termine corretto, diciamo che non se ne interessano… è qualcosa lontano dalle loro urgenze quotidiane, e questo perché?… senza fare gli strafottenti o i saputelli, la maggioranza non hanno i mezzi, la formazione per entrare dentro alla questione, non hanno i mezzi per comprendere la situazione che sta vivendo l’Ecuador in questo momento. Sono le “Strutture” di “Ingiustizia Sociale” a “Crocifiggere” i “Poveri” (San Oscar Romero) la maggior parte della popolazione ecuadoriana è vittima di questo meccanismo che con poche ma ben chiare e dure parole San Oscar Romero descrive la situazione che la maggior parte della popolazione Latino Americana è costretta a subire. E così anche qui in Ecuador queste sono situazioni così lontane dal loro quotidiano, dalle loro preoccupazioni che si trasformerà come spesso succede in una risposta di pancia a queste elezioni. Ci ripetiamo, come già vi abbiamo raccontato, qui molte decisioni si prendono con la pancia, chi me la riempie maggiormente o me la riempie meglio ha ragione, un piatto di sopa, o un piatto di riso con qualche cosa di companatico è un ottimo valore di scambio per il proprio voto, un piatto di riso per cinque anni di potere è un bell’investimento che ne dite? In realtà questa volta un piatto di riso è per il solo tempo residuo della vecchia legislazione, poco più di un anno e mezzo, un investimento stratosferico per governare così poco tempo… ovviamente stiamo scherzando… lo specifichiamo per tranquillizzare… qui se facciamo una battuta del genere corri veramente il rischio che ti prendano sul serio.Lo scorso mese parlando con Bepi Tonello, poi lo ha ribadito anche in un messaggio che ha condiviso con gli amici la settimana scorsa, descriveva alcuni scenari che si potevano prospettare nell’ultima settimana, negli ultimi giorni prima di domenica 15 ottobre, la domenica delle votazioni. Dai più drammatici a quelli meno drastici ma ugualmente impattanti per il risultato delle elezioni, sinceramente ci sembrava una descrizione di fantapolitica, una bella sceneggiatura per uno di quei film di fantasia dove poter sparlare dei poteri occulti che muovono sottotraccia tutti i paesi del mondo. Sarebbe arrivata nella migliori delle ipotesi, una notizia scoop, un avvenimento che avrebbe compromesso uno dei due candidati, quale dei due già lo potete immaginare, qualcosa di grave che il poco tempo rimanente non sarebbe stato sufficiente per reagire e/o smentire in forma efficace. Da parte nostra c’era un misto di incredulità e curiosità nel vedere cosa sarebbe successo, la realtà avrebbe superato come spesso succede la fantasia??? Noi siamo rimasti basiti nell’ascoltare le ultime notizie, sembra di vivere in un film, un brutto film, un film che fa perdere molta della fiducia che si ripone nelle capacità dell’umanità di costruire un futuro vivibile, non ci azzardiamo a dire per “tutti”, troppo “utopistico”, ma almeno per una buona maggioranza.Facciamo un po’ di cronaca: l’11 settembre hanno sancito in forma definitiva che l’indagine giudiziaria sull’omicidio di Fernando Villavicencio, le indagini solitamente in Ecuador hanno 90 giorni per concludersi, questa volta doveva concludersi quasi con un mese di anticipo, ossia entro martedì 10 ottobre, pochi giorni prima della chiusura della campagna elettorale, giusto per aggiungere ulteriore tensione ad una situazione già rovente. Il giorno 6 ottobre i 7 presunti colpevoli e/o sospettati dell’omicidio del candidato Fernando Villavicencio vengono assassinati in carcere, 6 di origine colombiana impiccati nel carcere di Guayquil, e uno ecuadoriano nel carcere di Quito, sempre impiccato, diciamo che le carceri ecuadoriane non sono proprio molto sicure per i detenuti.Immediatamente, l’ambasciata americana, il dipartimento di stato (USA) e la CIA si attivano e mettono a disposizione 6 milioni di dollari per pagare eventuali informatori. A noi modestamente sembra che gli Stati Uniti e tutti questi suoi uffici/enti in questi giorni, visto quello che sta succedendo nel mondo dovrebbero avere ben altri pensieri per la testa, ma evidentemente ci sbagliamo, sottovalutiamo l’importanza geopolitica dell’Ecuador.Il profumo dei soldi solletica le narici anche da queste parti, il giorno 8 ottobre, domenica, già c’è un testimone, ovviamente è protetto, non si possono conoscerne identità, nazionalità, niente di niente tutto per la sua sicurezza, si può solo sapere che non è uno di quelli sinora entrati nelle indagini, e che accusa apertamente Rafael Correa, l’ex presidente dell’Ecuador, e “Revolucion Ciudadana” il partito della candidata Luisa González, come mandanti dell’assassinio del candidato Fernando Villavicencio. Solo per dovere di cronaca quando è avvenuto l’assassinio di Villavicencio la González aveva un vantaggio tale nei sondaggi che avrebbe vinto tranquillamente al primo turno, l’assassinio del candidato Villavicencio che non avrebbe avuto la minima possibilità di vincere, i sondaggi lo davano in quarta quinta posizione degli otto candidati, ma il suo assassinio ha sbaragliato tutto, permettendo a Noboa di arrivare al ballottaggio. Che dire? Possiamo pensare che i politici Latinoamericani non siano dei geni della politica, ma neanche così stupidi da buttare alle ortiche una vittoria praticamente certa, passando attraverso un omicidio, con tutte le conseguenze che un omicidio a questi livelli comporta.Nel secondo dibattito elettorale tra i due candidati tenutosi il 2 di ottobre, a detta della maggioranza dei commentatori, noi non ci permettiamo giudizi, troppo complesso comprendere le sfumature di un dibattito così delicato, Luisa González aveva decisamente vinto il confronto con l’altro candidato Daniel Noboa. I sondaggi che sino ad allora la vedevano sotto stavano cambiando direzione e le prospettive di una sua vittoria stavano prendendo corpo, ma dopo queste ultime notizie arrivate così a sparigliare le carte, in una società dove la capacità di discernere tra informazioni e le notizie buttate lì nel mucchio solo per creare confusione, è praticamente nulla, … così possiamo già immaginare i titoli di coda di questo pessimo film.Scusate questa lunga descrizione della situazione ecuadoriana, magari a molti non interesserà nulla, specie in questa situazione mondiale, dove sembra siano in molti ad aver preso una insolazione che li fa sragionare.Sembra veramente che il mondo stia impazzendo, ovunque ti giri vedi e/o ascolti deliri di persone, istituzioni che dovrebbero essere invece riferimenti per il proprio paese, e per il mondo intero.Quasi sicuramente quello che succede attualmente in Ecuador sono bazzecole, quisquiglie rispetto a quello che succede in alcune aree del mondo. Questa settimana un’altra guerra fratricida si è aggiunta, alcuni la definiscono la ventisettesima guerra in atto, altri forse più puntigliosi che prendono in considerazione anche altri conflitti definiti minori, dicono sia la cinquantaseiesima… già una sarebbe di troppo, difronte questo panorama ti sale da dentro una gran rabbia, una gran voglia di abbandonarsi allo sconforto, ma non ce lo si può permettere, non ce lo possiamo permettere, il mondo ha bisogno di persone disposte a giocarsi ancora molto per questo povero pianeta, per questa povera umanità, continuare a giocare la partita pensando che non siamo gli unici a giocare, e che la partita che si gioca non è per noi stessi, é per tutti, anche per quelli che verranno in futuro.Questa settimana Papa Francesco ci ha regalato l’ultima Esortazione Apostolica la “Laudate Deum” una bella tirata d’orecchie a tutti coloro che hanno e/o che hanno avuto il potere di fare qualcosa per salvaguardare il pianeta, la natura, l’ambiente, … e non hanno fatto nulla negli otto anni che sono trascorsi dalla pubblicazione dell’Enciclica “Laudato si’”. Un richiamo puntuale, molto carico di urgenza, stiamo arrivando al punto di non ritorno, lo ribadisce più volte in questa “Esortazione” Papa Francesco. “Esortazione” non si potrebbe trovare parola più adeguata, esortazione, per tutti, tutti nessuno escluso, da chi ha il compito, il carico, il dovere di prendere decisioni che si ripercuoteranno sull’intero pianeta, sino all’ultimo essere che calpesta la terra, che anche lui nel suo piccolo lascerà un’impronta del suo passaggio.  In queste settimane che i Padri della Missione Salesiana sono in Italia abbiamo qui con noi don Giuliano, una bella opportunità anche di confronto sulla realtà Salinera e della Missione Salesiana in genere. Una visione da occhi esterni, differenti, fatta da una persona con una storia e una sensibilità differente, che conosce la storia di Salinas e della missione ma la conoscenza non è inquinata da tutte quelle sfaccettature da tutti quei conflitti sotterranei che spesso e volentieri inquinano, intorpidiscono i giudizi. Per noi una bella parentesi, e da quello che possiamo intuire una bella parentesi anche per Don Giuliano.EmanueleNon ho molto da aggiungere a queste riflessioni/racconti che vi abbiamo condiviso, in questo momento c’è un misto di tristezza e preoccupazione.Tristezza nel vedere cosa succede qui in Ecuador, è tristissimo vedere, ascoltare quello che si dice attualmente qui in Ecuador qui in Salinas, a miei occhi, alla mia povera testa bacata sembra impossibile possa essere reale quello che sta succedendo. Siamo in un paese democratico (parola che ti fa rabbrividire usarla guardando alla realtà) dove le persone hanno il diritto di voto e la libertà di eleggere chi ritengono più opportuno, e vedi questo diritto, questa conquista vilipesa in maniera così brutale per mancanza di coscienza del valore, del diritto, della libertà che hanno tra le loro mani. Come sempre vi diciamo non per colpa loro, ma perché gli sono stati negati i mezzi per comprendere quale valore hanno, la possibilità di gestire.Poco cambia di chi sia la colpa, il risultato è comunque drastico.Speriamo solamente che per qualche strana contingenza la maggioranza faccia una buona scelta.Qualsiasi sia il candidato vincente, per motivazioni differenti il futuro immediato che aspetta all’Ecuador sarà duro, sarà complicato, come sempre saranno i più deboli a soffrire maggiormente e a pagare i conti più salati, speriamo questo sacrificio serva ad approdare ad un futuro migliore e a prospettive per loro e per i loro figli più serene. Certo è difficile, complicato, immaginarsi scenari differenti, migliori, in un paese da dove tutti vogliono scappare, dove nessuno vuole investirci energie, futuro, e vuole solo scappare, verso cosa?… verso paesi dei balocchi, paesi che la prima cosa che presentano a questi sognatori, utopisti incalliti sono muri, muri che si incontrano a tutti le latitudini per continuare a tener separati gli usurpati dagli usurpatori.Le analisi, le riflessioni che possiamo fare qui in Ecuador le possiamo fare per moltissime altre regioni del mondo, in moltissime altre situazioni, in moltissimi altri conflitti. Possiamo, e dobbiamo fare riflessione locali, relative alla situazione in cui viviamo, in cui operiamo, ma lo sguardo dobbiamo averlo il più ampio possibile, il mondo è sempre più piccolo e sempre più interconnesso.Ma voglio essere positivo, nonostante tutto dobbiamo esserlo, non può sempre piovere, ogni tanto un arcobaleno fa capolino anche nelle condizioni meteo peggiori.AnnaE ieri è rientrato in Italia anche Alex, che ha trascorso con noi quindici giorni… per lui è stato un momento di “analisi”, di “mettersi in discussione”, anche se per una parentesi breve. Sicuramente gli è servito. Spero troviate il tempo per ascoltare la sua piccola esperienza, non in veste di missionario del mese, ma “semplicemente” come Alex.La convivenza con Don Giuliano è davvero molto arricchente. Spero di sfruttarla al meglio… e vi auguro di aver l’occasione di conoscerlo, per chi non ne ha ancora avuto modo.Da luglio ad oggi noi continuiamo il nostro impegno missionario soprattutto nell’aspetto dell’accoglienza, con chi è passato e con chi c’è ancora. Questo porta via tempo a molti altri impegni che abbiamo, diciamo al quotidiano e anche (se si vuole) a noi stessi. Tutto ció è fattore di stress, ma non possiamo perdere le occasioni che la vita ci propone… Sono convinta che il condividere sia una delle forme piú belle del vivere… e il mio pensiero va al raduno del Gruppone che si è svolto recentemente… mi auguro che sia stato un tempo proficuo. Le mie frasi lasciano molti punti in sospeso e molti punti interrogativi, come inconcludenti. Ma se visti da un’altra prospettiva possono essere spazi di apertura per una conoscenza maggiore, per discussione, per crescita in comune, per un continuo confronto…Un abbraccio a tuttiHasta pronto.                                Emanuele y Anna

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