Lettera Emanuele e Anna - Settembre

Salinas 16 settembre 2023
Anche questo periodo estivo è terminato, un periodo ricco di persone, di giovani che per un breve tempo, un mesetto, sono stati nostri compagni di viaggio, prima le due Chiare arrivate con il progetto del Centro Missionario Diocesano di Treviso, e poi i 5 amici del Gruppone, di cui 2 si sono fermate ad Amaguaña con le bimbe del progetto Laura Vicuña e tre hanno vissuto l’esperienza in una delle comunità del Paramo, Natawa, a 4200 metri di altitudine.Sono stati 50 giorni molto intensi, molto impegnativi, a volte anche faticosi, ci auguriamo che tutti e sette alla fine si siano portati a casa un’esperienza che abbia lasciato qualcosa, qualche domanda, qualche dubbio, qualche sogno, magari anche qualche rammarico, qualche angoscia, qualche dolore, …Quest’anno per la prima volta abbiamo fatto un prologo e una chiusura delle esperienze con Don Giuliano e con Bepi Tonello, oltre ad altri attori che ci hanno aiutato in questo compito, un’apertura dell’esperienza con una presentazione dell’America Latina e dell’Ecuador, della sua storia, della sua realtà politica, economica, sociale, e della presenza e/o situazione della chiesa cattolica attuale. Delle piccole chiavi di lettura dell’ambiente, della realtà dove si sono trovati a vivere anche se per breve tempo. L’impressione che abbiamo avuto è che sia stata una buona iniziativa e che sia il caso di ripeterla anche i prossimi anni, magari migliorandola. L’aiuto, la partecipazione, di Bepi e Giuliano in questi due momenti è stata fondamentale per dare una veduta amplia e un peso considerevole agli incontri, in particolare con Bepi che grazie alla sua conoscenza della realtà Latino Americana e dell’Ecuador ci ha dato la possibilità di vedere anche oltre, oltre le ombre, oltre le nebbie che cercano di offuscare la vera realtà, e con don Giuliano che ha espresso in ogni momento la sua voglia di starci in mezzo e di conoscere i giovani e il mondo in cui sono attualmente immersi.Dopo, come sempre e com’è giusto che sia, le esperienze dei ragazzi hanno seguito le consuete montagne russe, giorni in alto e giorni in basso, anche se in possesso di un gran numero di informazioni, di letture più o meno approfondite della realtà in cui si sono calati, viverle queste realtà poi è un altro paio di maniche. Ci hanno inondati di domande, personali, riguardanti le nostre scelte di vita, su Salinas e sui processi che l’hanno portata ad essere quello che è, sull’Ecuador e sulla sua realtà attuale, abbiamo cercato di rispondere a tutto, nella forma più sincera possibile, era evidente che alcune cose risultavano più o meno comprensibili, altre risultavano totalmente estranee al loro pensare, al loro vivere. Ci auguriamo che, come sarà per noi un momento di riflessione dopo questa immersione in un mondo giovanile che per alcuni aspetti sentiamo lontano, ci sia anche per loro un momento post esperienza di rielaborazione del vissuto, di riflessione sul vissuto, vissuto in luoghi e in realtà totalmente differente da quelle in cui vivono abitualmente.Sette ragazzi, sette realtà, sette mondi differenti, ognuno con un suo vissuto, a volte vissuto complesso e pesante, tutti in cerca di qualcosa, risposte, vie nuove da percorrere, chi con una certa leggerezza, chi con una certa urgenza, vivere in tutto questo bailamme è stata un’esperienza, una grande esperienza per noi. Resta sempre il dubbio però di essere stati all’altezza del compito, noi ci abbiamo messo tutto il nostro impegno, speriamo di aver lasciato, magari poco, a questi ragazzi che se sono arrivati sin qua qualcosa stavano cercando sicuramente.Sicuramente il Gruppone e il Centro Missionario creeranno opportunità per ascoltare la loro testimonianza, sarebbe bello che molti di voi si avvicinassero ai ragazzi per ascoltare il loro racconto, non saranno certo persone che avranno appreso verità da impartire al mondo, ma sono giovani che si sono messi in discussione, cosa non da poco nel modo attuale, che per un breve tempo hanno condiviso alcuni passi con “los de más” (gli altri), in questo casi gli altri erano i lontani, in molti casi gli ultimi, gli esclusi del mondo… condiviso alcuni passi… fianco a fianco, ascoltando le voci, annusando gli odori, condividendo le fatiche, i sogni, guardandosi occhi negli occhi, tralasciando per alcuni momenti la relazione sterile che spesso si ha tramite quello strumento grosso modo di 7.5×16.5 cm e di 200-250 grammi. Ascoltarli non ci cambierà la vita, ma magari ci farà riflettere un po’.In questo periodo la situazione politico, economico e della sicurezza in Ecuador non è cambiata, non è certamente migliorata, gli omicidi continuano, ogni giorno ci sono un certo numero di assassinati, la maggior parte legati al narcotraffico, ma anche legati alla situazione politica. Ora il 15 ottobre ci saranno i ballottaggi, tra Luisa González, rappresentante di “Revolución Ciudadana” l’unico partito presentatosi con un rappresentante politico alle elezioni, tutti gli altri sono rappresentanti di interessi economici che si sono in qualche modo legati a partiti politici per dare alle elezioni un minimo di parvenza democratica. L’altro candidato è infatti Daniel Noboa, un’imprenditore, figlio di Álvaro Noboa anche lui in passato candidato alle presidenziali ecuadoregne, impresario del settore bananiero e una delle persone più ricche dell’America Latina, (notare, non dell’Ecuador, dell’America Latina!). Progetto di questo trentacinquenne rampante fautore del neoliberismo estremo, un programma di governo da far venire i brividi. Programma che nessuno legge, in primis magari perché non sanno leggere, poi perché anche se lo leggono difficilmente riescono a comprenderlo, così si affidano al tam tam di voci che circolano, che spesso e volentieri sono messe in giro ad arte, visto che tutti i mass media e i mezzi di comunicazioni sono in mano a poche persone, e crediamo sia inutile specificare a quale parte politica, e purtroppo poi siamo in presenza di una popolazione dove la capacità critica è veramente ai minimi termini, e come vi abbiamo più volte raccontato non a causa loro, ma conseguenza dell’arretratezza culturale a cui sono costretti. Qui, se iniziano a dire che le vacche volano nel giro di poco tempo la maggioranza ci crede e diventano i principali “megafoni” della diffusione della notizia, nessuno si pone il problema se le vacche hanno i mezzi e le capacità di volare, anzi si preoccuperanno che alle vacche non venga un attacco di dissenteria con ipotetiche conseguenze disastrose per la popolazione.È una situazione penosa, vedere un paese così ricco di risorse e opportunità per tutta la sua popolazione vivere in una condizione di miseria per la maggior parte della sua gente, questo smuove un gran sentimento di rabbia e nello stesso momento di impotenza, i primi interessati a questi soprusi sono i primi a non vederli a non percepirli come tali. I tuoi potenziali diritti sono calpestati, defraudati e tu invece di opporti stendi il tappeto a chi perpetra tutto questo. Nel frattempo le bande narcotrafficanti la fanno da padroni, prima era principalmente la zona della costa la maggiormente interessata, ora la violenza sta dilagando anche nelle altre regioni del paese, il problema della richiesta del pizzo da parte delle mafie é un problema che sta interessando tutto il paese, delinquere sta diventando il lavoro del futuro, i giovani sono attratti da questo, soldi facili, si sentono potenti, sopraffare gli altri, le armi girano con estrema facilità, ammazzare un uomo o una mosca non fa una gran differenza, vivere alla grande ora, domani non ha un gran significato, come costruire futuro in queste condizioni?La gente che emigra verso gli Stati Uniti è sempre di più, anche dalle comunità qui di Salinas, e sempre di più si sentono di persone che non riescono a raggiungere l’agognata méta, alcuni vengono incarcerati, alcuni restano ostaggio de “Los Coyoteros” (trafficanti di persone), altri, molti, concludono tragicamente il loro viaggio della speranza. Noi con le nostre menti occidentali e razionali non riusciamo a trovare un senso a questa loro fuga da questa triste realtà, verso una condizione che a noi sembra peggiore di quella che lasciano. Parlando con alcuni familiari di queste persone, con alcuni amici, ascoltiamo questi racconti, queste spiegazioni che alle nostre menti alle nostre orecchie risultano assurde, ma non alle loro, non ci si può permettere giudizi, non siamo nella posizione di farne, noi quando le scarpe ci risulteranno troppo strette avremo sempre la possibilità e la libertà di ritornare, di lasciare queste valli più di lacrime che di sorrisi, loro, la stragrande maggioranza, dovrà continuare a camminare per questi sentieri qualsiasi sia la taglia di scarpe che indossa. Crediamo che le dinamiche e le motivazioni di fondo siano le stesse che muovono le masse che dall’Africa o dall’Asia cercano speranza in Europa.Il futuro di questo piccolo e splendido paese è in equilibrio precario, equilibrio che come nella maggior parte dei paesi dell’America Latina non è gestito dal paese stesso, ma dipende dall’umore e dagli interessi di poteri esterni al paese, il cui unico pensiero è succhiare le risorse altrui per avere una vita sempre più al disopra del necessario, fregandosene se gli altri hanno un livello di vita decisamente al di sotto dell’umano.I ragazzi del Gruppone, sono rientrati l’11 settembre, esattamente a 50 anni dalla morte di Salvador Allende, (passateci il termine “assassinato” anche se storicamente si è “suicidato”) e dalla presa del potere da parte di una delle dittature più becere che si siano viste al mondo, quella di “Augusto Pinochet”, ovviamente e come sempre quello che succede in America Latina non è tutta farina del loro sacco, non vogliamo fare paragoni con l’attuale Ecuador, ma la storia dovrebbe insegnare qualche cosa, la conoscenza del passato dovrebbe indurci a non ripercorrere strade che portano alla disperazione… la storia, la conoscenza del passato, le azioni che hanno influito sull’evoluzione della situazione attuale, dovrebbe essere l’antidoto per non perpetrare altri orrori storici.EmanueleDopo questa parentesi estiva si ritornerà al quotidiano, o almeno si dovrebbe ritornare, ma non sarà facile, gli incontri, le chiacchiere, le condivisioni sono state moltissime, piaccia o no tutto questo lascia un segno. I confronti con i ragazzi, il viverci assieme, ascoltare i sogni, le difficoltà, vedere anche i limiti che pure loro hanno, differenti da quelli che abbiamo vissuto noi, avere la possibilità di confrontarci con persone come Don Giuliano, con Bepi, con Pablo Del Hierro, con Maria Jesus sono opportunità che arricchiscono, e queste nuove ricchezze bisognerà metterle a frutto, non possiamo lasciarle a un lato a fare la muffa.Ci sono progetti vecchi da portare avanti e nuovi che sono sulla linea di partenza, come trasferire queste nuove ricchezze acquisite sarà il compito di questi primi mesi. La prossima settimana Padre Antonio, assieme agli altri due Padrecitos della Missione Salesiana, Padre Pio e Padre Alberto, partiranno per l’Italia, si fermeranno un mesetto poco più e per sostituirli, almeno parzialmente, verrà qui tra le Ande Don Giuliano, sarà un altro bel periodo di condivisione.In questo periodo sono rimaste in sospeso molte cose, molte situazioni a cui abbiamo potuto dedicare meno tempo, sono tutte relazioni da riprendere in mano, e altre nuove ci aspettano.L’esperienza delle due Chiare del centro missionario apre, o almeno potrebbe aprire, altre frontiere, bisogna continuare a lavorarci, con i modi e i tempi che le varie situazioni permetteranno. Non sarà solo lavoro da fare qui in Ecuador, ma sarà lavoro da fare in condivisione con la diocesi che ci ha inviato, e le ha inviate, trovando il modo i mezzi i tempi per costruire ponti tra le due sponde, ponti su cui costruire interscambi, anche questa un’opportunità che non si può lasciar cadere; e su questo ambito le attese sono molte. Sono ulteriori carichi di lavoro da mettere sul tavolo, ma non possiamo non approfittare di queste nuove aperture. Non siamo qui a nostro nome, siamo qui a nome e per conto di altri, del Gruppone e del Centro Missionario Diocesano, e come ci siamo detti più volte con Don Gianfranco nel periodo che è stato qui a farci visita, e poi ribadito anche durante la visita al Vescovo di Guaranda Monseñor Hermenegildo Torres, la nostra presenza qui ha un senso se avrà poi una continuità, continuità che deve essere costruita, difficilmente può nascere così dal nulla, sarà un lavoro lungo e paziente ma certamente porterà bei risultati.Prima di salutarvi vorrei condividere con tutti voi la preoccupazione per l’attuale situazione politica, sociale e della sicurezza dell’Ecuador, senza essere pessimisti o disfattisti, le prospettive che si vedono dinanzi a noi non sono delle più rosee.Le possibilità che il vincitore delle elezioni sia Daniel Noboa sono piuttosto elevate, i sondaggi lo vedono in vantaggio di 4-5 punti percentuali, è vero c’è ancora un 12-15 percento che si dichiara indeciso, ma ci vuole una grande presa di coscienza da parte degli ecuadoregni per guardare al futuro con un minimo di ottimismo. Noboa sembra stia continuando a lavorare sulla pancia del paese, ci sono notizie di invii di canaste alimentari alle famiglie, soprattutto quelle più emarginate e bisognose (che purtroppo sono anche quelle con minor coscienza politica), immaginarci ora un altro neo liberale, ancor peggiore di quello appena trascorso, equivale a far sprofondare il paese in una situazione di disperazione soprattutto per quelli già costretti a vivere in una situazione di profonda disperazione.Stiamo a vedere, e confidiamo nell’orgoglio della gente ecuadoregna.AnnaVorrei solo dire un GRAZIE alle persone che sono  state con noi da fine luglio a metá settembre… grazie di cuore ragazzi! E’ stato un periodo genuino, fatto di noi e dell’incontro con persone nuove… nuove conoscenze non solo per voi, ma anche per noi. Abbiamo affrontato situazioni e condizioni che forse non abbiamo mai immaginato. Dopo il primo periodo di conoscenza reciproco per me è stato come essere in famiglia, nel bene e nel male, nei momenti difficili e nei momenti di leggerezza, nello scoprire e vivere in luoghi ancora non conosciuti (come alcune comunitá di Salinas e di Simiatug). Non mi considero una persona intraprendente, ma le necessitá dell’esperenza appena vissuta mi hanno portato un po’ ad esserlo e questo anche grazie a voi. Ho potuto conoscervi un po’ nel profondo in momenti e contesti stravaganti (nei viaggi in bus, durante una camminata in due per la paura della strada sterrata, in una notte profonda e piena di stelle, davanti a un focolare…).Vi auguro di prendere piena consapevolezza dell’esperinza vissuta cosí da trarne tutte le opportunitá possibili.Un abbraccio a tuttiHasta pronto.

Emanuele y Anna

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