Notizie da Manaus - Settembre

25.09.2023

Ciao amici e amiche,scrivendo questa data non possiamo non pensare che ierii n Italia è iniziato l’autunno e che da poco è partito un nuovo anno scolastico. Lì da voi questo è un periodo di inizio, di ripresa di tante attività, ed è così strano constatare quanto diversa sia la scansione dei ritmi, dei tempi e della vita qui, in un’altra parte di mondo. Qui il ciclo delle stagioni non è presente o quasi: le ore di sole e buio sono pressoché le stesse tutti i 12 mesi e la temperatura varia da caldo a caldissimo, cambia solo la frequenza delle piogge, che da novembre ad aprile sono molto violente e quasi quotidiane. La scuola, poi, inizia a febbraio e si conclude a dicembre, così come i progetti e le attività dell’mcve.Sono solo alcune informazioni di contesto, ma pensiamo possano aiutare sia noi che voi a collocarci e a ricordarci reciprocamente che sono sempre molti gli elementi da considerare quando si parla tra “lontani”: fusi orari, stagioni, clima, periodi dell’anno, cibo sembrano a volte solo elementi di contorno, ma influenzano di molto la vita, le giornate e le percezioni di ognuno di noi!Anche noi, come Anna ed Emanuele, arriviamo da mesi molto intensi e ricchissimi di arrivi, partenze, incontri. Sandro, Serena e Marta con Cristina hanno aperto le danze a giugno, poi sono arrivati Matteo e Giorgia insieme a Lollo per l’esperienza del mese, nel frattempo sono partite e tornate Nelma e Luziene per incontrare in Italia gli amici del Gruppone e infine abbiamo avuto in visita per tre settimane la famiglia di Marghe.Abbiamo veramente potuto assaporare l’importanza e la bellezza di questi incontri! Sentiamo che, pur essendo esperienze brevi, se vissute con lo spirito giusto toccano i cuori di chi le vive, ma anche della realtà che li accoglie, avvicinando tutti al senso della missione, come lo intende Helder Camara:
Partire è anzitutto uscire da sé.Rompere quella crosta di egoismo che tenta di imprigionarci nel nostro “io”.Partire è smetterla di girare in tondo intorno a noi, come se fossimo al centro del mondo e della vita.Partire è non lasciarsi chiudere negli angusti problemi del piccolo mondo cui apparteniamo: qualunque sia l’importanza di questo nostro mondo l’umanità è più grande ed è essa che dobbiamo servire. Partire non è divorare chilometri, attraversare i mari, volare a velocità supersoniche.Partire è anzitutto aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro. Aprirci alle idee, comprese quelle contrarie alle nostre, significa avere il fiato di un buon camminatore.
Ognuno parte con la sua storia, le sue domande, le sue aspettative, ma tutti si trovano di fronte qualcosa di diverso, di nuovo e inaspettato, qualcosa di cui magari si è tanto sentito parlare, ma poi quando effettivamente avviene questo incontro/scontro con la realtà dei fatti ci si scopre impreparati, forse un po’ fragili, forse un po’ ignoranti, forse un po’ rigidi o chissà cos’altro. E’ la differenza enorme tra la narrazione e l’esperienza diretta, che quindi diventa linfa vitale per reinfuocare il cuore e i propri ideali. E così ci siamo emozionati anche noi, più volte: guardando Matteo, che dopo 15 anni ha ritrovato qui a Manaus un pezzo di sè e del suo passato, che la mente aveva dimenticato, ma il cuore ricordava tanto bene; nel vedere Giorgia che è stata colta di sorpresa dall’emersione di alcune sue fragilità, ma che qui sono state accolte come tesori da custodire, arrivando a commuoverla; nel parlare con la famiglia di Marghe e ascoltare le loro impressioni personali su un mondo che avevano conosciuto solo attraverso i nostri occhi, ma che adesso è diventato qualcosa di reale, che li interpella e li smuove; negli occhi luminosi di Nelma e Luziene, mentre raccontavano delle stupende persone conosciute in Italia, dei giovani così pieni di energia e di spirito del dono di sè, della fatica del lavoro ai campi, della meraviglia di conoscere un mondo così diverso…Alcuni educatori e educatrici del MCVE dicono che per loro tutti questi incontri che avvengono ogni anno sono enormi opportunità di crescita, di coscientizzazione. Dicono che prima di entrare nel Movimento molti vedevano l’Italia solo come “paese ricco” del “primo mondo”, che nella scala sociale, delle priorità mondiali e dei privilegi veniva messo molti gradini più su rispetto al Brasile. L’Italia e il suo popolo erano qualcosa di lontano, intoccabile. Invece, conoscendo molti volontari che sono passati di qui, hanno iniziato a cambiare forma mentis, a scoprire che in Italia ci sono compagni di viaggio che come loro sono in cammino, come loro sono fragili e pieni di limiti e di forze e che condividono le loro stesse lotte, i loro stessi sogni, e che non sono a prescindere persone “migliori” perchè ricche e istruite o “peggiori e cattive” perchè privilegiate.Pensiamo che anche per noi il valore aggiunto del Gruppone sia proprio l’opportunità di vivere questi incontri con tale spirito missionario e comunitario, andare oltre ai pregiudizi e alle dicotomie, prendere coscienza da vicino delle numerose ingiustizie e disuguaglianze che avvengono, sentire che tutto quello che succede ci riguarda e sentirci così coinvolti in una lotta comune per rendere il mondo un posto un po’ migliore, a partire da noi.E adesso cosa sta vivendo l’MCVE? In questo periodo, come abbiamo accennato al Gruppone in una mail più specifica, c’è stato un cambio nel coordinamento: Nazarè ha chiesto di essere sollevata dal ruolo di coordinatrice, così per il momento è rimasto in carica con tale compito solo Janiel, non si sa se in maniera definitiva o se verranno prese decisioni diverse. Noi stiamo cercando di stare vicini ai nostri amici in maniera imparziale, accompagnando questo processo col nostro sostegno ma senza interferire nel merito delle scelte istituzionali perchè sappiamo che la nostra presenza è temporanea e che non conosciamo il Movimento e le sue dinamiche come quelli che vivono qui e ne fanno parte. Non ci sentiamo in una posizione molto comoda, pur magari avendo delle opinioni dobbiamo sempre stare molto attenti a quello che diciamo, a chi e a come lo diciamo perchè alle nostre parole viene dato un peso diverso rispetto a quelle di qualcun altro. Per il momento, comunque, tutto sta procedendo bene e abbiamo fiducia che la situazione si stabilizzi senza troppi scossoni.Questa settimana tutte le equipe di lavoro si sono impegnate nei preparativi per la festa das crianças, una giornata in cui si festeggiano i bambini con uno spettacolo, giochi, lavoretti e buon cibo da offrire! Si terrà a ottobre, ma già da agosto gli educatori iniziano a lavorarci pensando al tema, alla storia da presentare, a come preparare i bimbi…Lollo è super coinvolto in questa organizzazione (avrà anche una parte nello spettacolo!), mentre noi due siamo un po’ più esterni, essendo che la festa sarà negli stessi giorni in cui è prevista la nascita del bimbo, quindi sarà difficile partecipare. Gian continua a lavorare comunque tutti i giorni, Marghe invece contribuisce come può con qualche oretta di presenza: ormai siamo a due settimane dal parto e, nonostante stia bene, il peso della pancia si fa sentire e la stanchezza fisica aumenta ogni giorno, accentuata dal clima non semplice.Noi ci stiamo preparando ad accogliere il tato (abbiamo sistemato i vestitini e i pannolini insieme a Lia, che era molto eccitata e intenerita nel vedere bodini così piccoli), l’emozione cresce man mano che i giorni passano, le domande sono tante, ma sentiamo di avere una grande tranquillità di base: siamo circondati da tanto affetto, che sarà un enorme sostegno nei mesi a venire! La presenza di Lollo a casa nostra in questa fase è un grandissimo appoggio sia dal punto di vista pratico/organizzativo (nei vari lavori di casa e soprattutto con Lia, che adora lo zio!), sia nella bellezza di condividere i propri spazi con una persona cara, con cui si ha un confronto aperto e sincero rispetto alle varie cose che succedono, con cui si aprono riflessioni… Siamo davvero molto contenti e grati di averlo qui!Stiamo provando a farci anche un programma di massima rispetto al futuro su come potremmo organizzarci (molto probabilmente l’anno prossimo Lia inizierà ad andare a “scuola” mezza giornata), ma sappiamo che i programmi lasciano il tempo che trovano, soprattutto qui, dove tutto cambia molto rapidamente e in condizioni dove molte cose non si possono prevedere: ci lasceremo quindi sorprendere dal carattere e dallo stato salute del piccolino, da Lia e da come lo accoglierà, da come sarà per Marghe il post partum, da come Gian reggerà tutto questo; ci faremo insegnare come si fa a crescere un bebè in Amazzonia, come le famiglie di qua si giostrano con gli impegni familiari e il lavoro; ci faremo suggerire dalla famiglia dell’MCVE la maniera più adatta in cui continuare a essere supporto e presenza all’interno dei progetti e della comunità…Insomma, siamo in un momento di grandissima apertura, in cui tutto si costruirà man mano, insieme ai nostri compagni di viaggio.

Vi abbracciamo forte!Marghe e Gian, Lia e…

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