Lettera Emanuele e Anna - Aprile

Salinas 21 aprile 2024
Carissimi amici, un affettuoso abbraccio a tutti voi,
per qualche mese questo appuntamento lo seguirò solo io, Anna è rientrata in Italia per stare vicino a sua sorella che in questo momento è gravemente ammalata, i tempi e gli sviluppi in questi casi non sono valutabili.
Un potenziale rientro è previsto per fine luglio, la data del volo di rientro è a fine luglio, ma in questo caso è solo una data… vedremo come evolveranno le cose.
Mi spiace per voi le lettere risulteranno più pedanti e pallose. Portate pazienza!
Come intuirete le ultime settimane sono state piuttosto indaffarate, soprattutto per Anna, sospesa tra qua e la situazione a casa, le cose da organizzare qua…, ovvio che ci sarà chi continua il suo lavoro, ma tutto quello che seguivi personalmente hai piacere che qualcuno lo porti avanti con lo stesso entusiasmo ed efficacia, e nello stesso tempo il pensiero va a casa, va alla sorella, e il cervello macina ipotesi come un mulino, l’ho provato sulla mia pelle nel 2021 quando siamo rientrati per mia mamma, il desiderio di salutarla per un’ultima volta e non sapere se ci riesci, non è una bella sensazione, ma anche questo fa parte della vita.
Nel frattempo il mondo continua a girare, ci sembra sempre più in forma omogenea, come un unico polentone, tutti sulla stessa lunghezza d’onda, gli angoli pacifici di questo povero pianeta sembrano sempre meno; e le persone che si credono i nuovi padroni del mondo, che fanno la voce grossa, con dichiarazioni più o meno sensate prodotte da menti più o meno lucide, che gonfiano il petto come galli da combattimento sono sempre di più, e i greggi di popoli che seguono pecoronamente questi nuovi idoli sono sempre più affollati.
Meglio non pensare, deleghiamo le decisioni a personaggi più o meno illuminati, e noi seguiamo a ruota senza preoccuparci della direzione e della meta finale, questo sembra sempre più il pensare comune.
È una lettura frettolosa molto probabilmente, ma è la sensazione che si respira sempre più nettamente, almeno qui in Ecuador.
Sono sempre più le situazioni paradossali, che diventano normalità, io sono sconcertato, non riesco a capacitarmi di come si possa essere così sprovveduti, giusto per usare un termine gentile.
La notte tra il 5 aprile e il 6 aprile l’esercito coadiuvato dalla polizia assaltano l’ambasciata messicana… si era rifugiato “Jorge David Glas Espinel”, ex vicepresidente e ex ministro del governo Correa, accusato di appropriazione indebita durante il suo incarico, con un processo più o meno farsa condannato a 5 anni di carcere, che ha scontato, liberato a fine dello scorso anno,  gli viene intentato subito un nuovo processo per associazione illecita, sembrano barzellette ma l’Ecuador è diventato questo, si è in balia di uno stato, di un apparato statale, che senza nessuna vergogna fa e disfa a suo piacimento la vita delle persone, cose normali da ste parti, se qualcuno ha letto un pò la storia dell’America Latina degli ultimi cento anni si sarà imbattuto in una miriadi di racconti pseudo simili. Personalmente mi sono sempre interessato alle vicende dell’America Latina, è sempre stata una regione del mondo che mi ha affascinato, per i popoli, per le culture che vi hanno abitato, da quando ho fatto la prima esperienza di missione qui in Ecuador, alcuni decenni fa, questa curiosità si è fatta più intensa perché in qualche modo sentivo di essere, seppur di striscio, entrato in questa storia. Sono infiniti i racconti simili accaduti in quasi tutti i paesi latinoamericani, leggendoli mi indignavo, mi arrabbiavo (come da mio carattere) per queste ingiustizie che in cuor mio non riuscivo a tollerare, che seppur sapendo erano storie vere, mi rimaneva quel non so che di incredulità, così assurde che sembrava impossibile potessero accadere, mi sembrava impossibile che ci fossero popoli che accettavano questi soprusi senza sollevarsi, senza ribellarsi, invece è possibile, sta accadendo, ci sono dentro sino al collo, continuo ad essere incredulo, arrabbiato, ma questi fatti stanno succedendo, stanno succedendo tutti i giorni, nella più assoluta normalità senza che succeda nulla, senza un sussulto di indignazione da parte della popolazione che li subisce, tranne qualcuno ovviamente.
Jorge Glas, difronte a questa nuova accusa aveva chiesto asilo all’ambasciata Messicana, difronte ad una situazione così assurda gli era stato concesso, ma la sera del 5 aprile esercito e polizia ecuadoriani assaltano l’ambasciata e prendono Jorge Glas per portarlo nuovamente in carcere. Cosa mai successa nella storia mondiale, che un paese faccia irruzione in un’ambasciata straniera, se escludiamo nel 1979 l’assalto all’ambasciata americana a Teheran, ma là eravamo praticamente in guerra. Solo un presidente con gli attributi come uova di struzzo, come ama definirsi Noboa, poteva prendere una decisione del genere, evidentemente, invece, le dimensioni di quello che contiene la scatola cranica sono decisamente sotto misura, scusate il giudizio sicuramente di parte, ma come si fa a prendere decisioni simili, forse ora in questo mondo così allo sfascio, si possano intraprendere azioni del genere senza che succeda nulla, ma allora siamo arrivati proprio alla frutta. Neanche Pinochet, nella dittatura cilena si era permesso di fare irruzione nelle ambasciate straniere per riprendere le decine le centinaia di oppositori al suo regime che poi sarebbero espatriate in paesi stranieri continuando a fargli opposizione. E Pinochet non possiamo certo ricordarlo come esempio di democratico, e qui la maggior parte della gente è invece felice di un presidente con tali attributi, che con le sue azioni mette in pericolo i rapporti diplomatici dell’Ecuador con mezzo mondo.
Ovviamente il Messico ha ritirato tutti i suoi funzionari dal paese, ha interrotto tutti i rapporti diplomatici e commerciali con l’Ecuador, ha dichiarato che le migliaia e migliaia di migranti ecuadoriani che attraverseranno il suolo messicano tentando di migrare illegalmente negli Stati Uniti al contrario di prima non avranno nessuna forma di sostegno e di protezione, sperando non si arrivi a qualche forma di ritorsione nei confronti di questi poveri cristi, e senza citare gli altri innumerevoli paesi che hanno interrotto qualsiasi relazione con l’Ecuador.
Altra barzelletta…, è da tempo che vi sono problemi con le forniture elettriche, già ve lo avevamo raccontato, il niño quest’anno si è veramente impegnato, ha distrutto le zone del sub tropico, e della costa con inondazioni catastrofiche, e lasciato a secco tutta la parte della Sierra dove viviamo noi, tra l’altro si prospettano problemi di scarsità di acqua per il consumo umano questa estate, anche qui a Salinas, e conseguentemente tutta l’acqua che scende dalla Sierra e va ad alimentare i bacini delle centrali idroelettriche quest’anno non c’è e i bacini sono a secco…, bacini a secco niente energia elettrica…, hai fatto il gradasso con mezzo mondo, e i paesi confinanti non ti vendono energia elettrica…
Quest’ultima settimana siamo rimasti molti giorni senza energia elettrica, e questo in tutto il paese, le aziende qui di Salinas chiuse, la gente a casa, già la situazione economica non è delle migliori, questo è un’ulteriore batosta che sicuramente lascerà strascichi.
Una delle giustificazioni ufficiali del governo: -la colpa è del governo Correa, che non ha terminato la più grande centrale idroelettrica progettata in Ecuador, tenete conto che la centrale elettrica era completata per oltre il 90 % che dall’ultimo governo Correa sono passati 7 anni, e ben tre governi, ma tutta la gente fa tam, tam di questa spiegazione… è sempre colpa di chi c’era prima… vi ricorda qualcosa questa litania per giustificare provvedimenti insensati???
Qualcuno azzarda come spiegazione, qualcuno non certo filogovernativo, che questi tagli dell’energia elettrica siano progettati per in qualche modo boicottare, indirizzare gli 11 referendum che oggi domenica 21 si votano.
I contrari ai referendum, che non hanno certamente alle loro spalle i milioni di dollari che hanno a disposizione le forze di governo, utilizzavano i social per promuovere il loro NO ai referendum, tagliando l’energia elettrica in tutto il paese, si spegnevano anche le antenne di ripetizione dei cellulari, i vari WIFI e conseguentemente si zittiva anche l’opposizione ai referendum.
Questi solo alcuni esempi di quello che sta succedendo qui in Ecuador, ve ne sarebbero molti altri che si potrebbe sgranare un rosario, cominciando con quello delle “Minerie” ho raccontato quelli dell’Ecuador perché in questo momento storico della mia vita vivo qui, sono parte di questo contesto sociale e vivo in questo contesto sociale, è questa l’aria che respiro quotidianamente e conseguentemente il mio cuore il mio pensiero è qui. Comunque cerco di tenere lo sguardo aperto nel mondo, in particolare in Italia dove ho ben salde le mie radici, e non mi sembra ci sia molto da star allegri da nessuna parte.
Di gente che pensa di avere attributi fuori della media ne troviamo in ogni angolo di mondo, e l’impressione è che la presunta dimensione degli attributi sia inversamente proporzionale alla quantità del materiale contenuto nella scatola cranica.
Questi spunti della situazione dell’Ecuador, questi richiami a situazioni simili in Italia e in molte altre regioni del mondo non è un necrologio al nostro pianeta, vorrebbe essere piuttosto un appello a rimboccarsi le maniche, ognuno nel suo piccolo, ognuno nel suo metro quadro che occupa, nel suo ambiente, nel suo pezzo di società che frequenta. Non possiamo pensare che le cose possano cambiare se anche noi non ci mettiamo il nostro piccolo contributo, non possiamo lamentarci che questo mondo fa schifo, e poi non muoviamo un dito perché le cose cambino.
Voi giovani avete tutte le ragioni a dire che noi più vecchi vi lasciamo un pianeta allo sfascio, ma non fate l’errore che fanno la maggior parte dei governi del mondo, la giustificazione è che la colpa è sempre e solo di chi c’era prima, solitamente c’è chi governa e c’è un’opposizione, ma se l’opposizione dorme o si fa pippe filosofiche, quando va al potere la colpa è di chi a governato ma anche di lei che ha dormito… e comunque i problemi restano, non è trovando il colpevole (persona) della causa dei problemi che si risolvono, è trovando soluzioni percorribili che si può guardare al futuro, tutti assieme, chi ha causato i problemi e chi li ha subiti, solo tutti assieme possiamo avere qualche speranza.
I più vecchi hanno tutte le colpe di come sta combinato il mondo ora, sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista economico, sociale della guerra, ecc… Benessere per pochi, problemi per molti…
Di questi pochi che hanno goduto e godono del benessere, ci sono vecchi, meno vecchi e giovani, per il benessere di questi pochi ci sono molti che hanno vissuto e vivono nei nei problemi, vecchi, meno vecchi e giovani, se riflettiamo un po’, tutti i disastri che stanno succedendo al mondo in questo momento sono per continuare a perpetrare questa situazione, benessere per pochi, sempre più benessere, problemi per molti, sempre più problemi.
Noi siamo convinti che un mondo migliore più giusto sia ancora possibile, ma non è gratis, c’è un conto da pagare, per tutti, sia dai pochi privilegiati che dovranno rinunciare ad un bel po’ dei loro privilegi, sia da parte dei molti sfortunati che dovranno rinunciare al sogno tanto accarezzato di diventare come i pochi ricchi del nord del mondo senza neanche averlo minimamente assaporato, perché impossibile da sostenere.
Non sarà semplice, comunque non impossibile, se siamo in molti a crederci.Domani i quattro ragazzi che negli ultimi sei mesi si sono preparati per una esperienza in Italia hanno l’appuntamento in Ambasciata Italiana a Quito per ottenere la VISA e poter intraprendere il viaggio in Italia. Quando siamo partiti a fine settembre con l’idea del progetto il sogno era molto più grande, nel cammino le difficoltà sono state infinite, alcune le abbiamo risolte, altre erano più grandi di noi e ci hanno costretto a ridimensionare il sogno, ma non abbiamo mai mollato, ne noi ne i ragazzi. Confidiamo che domani non ci siano problemi e il sogno seppur ridimensionato possa prendere corpo.
Per il prossimo anno ritenteremo nuovamente, sarà una nuova battaglia, che forse vinceremo o forse perderemo, ma le battaglie vanno comunque combattute, darsi per vinti prima di cominciare e il modo migliore perché tutto rimanga sempre uguale.
Se vogliamo che qualcosa a questo mondo cambi dobbiamo combattere tutte le battaglie, molte le perderemo qualcuna la vinceremo, molto probabilmente nella nostra vita non vinceremo la guerra, solamente qualche battaglia, ma servirà a chi verrà dopo di noi per continuare nel sogno di un mondo migliore.
Scusate l’esempio da guerrafondaio, non è certo il momento storico per esempi di questo tipo, perdonatemi ma non riuscivo a pensarne altri.

Un abbraccio a tutti
Hasta pronto.
Emanuele

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